Limone cedrato

 I limoni cedrati sono ibridi tra limone e cedro. I frutti sono simili al cedro per pezzatura e spessore del mesocarpo, mentre la polpa ricorda quella del limone. Anche la pianta è più vicina al limone che al cedro, essendo meno esigente e più resistente alle basse temperature. I limoni cedrati sono utilizzati come surrogato del cedro nella preparazione dei canditi. Tra i limoni cedrati, la cultivar più apprezzata è la Spadafora di Trabia, attualmente coltivata su pochi ettari, nel comune di Trabia; è denominata, in funzione delle dimensioni, Pirittuni e Piretto. Da ricordare, infine, il limone Ponderosa e il limone cedrato di Catona, la cui coltivazione è limitata alla provincia di Reggio Calabria. La cedrina (Citrus medica citrea gibocarpa) è una varietà di cedro usata solo per la produzione dell’essenza, che si estrae dalle foglie. Si tratta di una sostanza dal forte odore di cedro, composta essenzialmente da limonina e citrale, le due essenze tipiche del cedro. Antica cultivar già conosciuta in Toscana nel XVII secolo.

È una pianta vigorosa, dal portamento assurgente con rami a volte muniti di spine.

Le foglie sono ovato-obovate, con margine dentato di colore verde chiaro. Ha bocci violacei, disposti a gruppi e singoli, presenti principalmente in primavera. I frutti sono ellissoidali od ovoidali-oblunghi, un po’ più grandi del limone. La buccia è spessa, di colore giallo pallido, odorosa e di sapore gradevole.

Nella stagione invernale la pianta tende a defogliarsi, ma resta comunque una delle più interessanti dal punto di vista alimentare.