La produzione delle piantine

 

Gli ortaggi si riproducono per mezzo del seme. La semina può avvenire direttamente in pieno campo oppure in piccole parcelle di terreno chiamate porche. L’alternativa assai più costosa, ma molto più semplice da attuare è la messa a dimora di piantine con il pane di terra reperibili in ogni agraria o negozio specializzato. Il piccolo coltivatore che pianta al massimo 25-30 piantine troverà più pratica e veloce questa alternativa , ma chi volesse cimentarsi nella produzione di piantine, sia per l’abbattimento dei costi che per una nuova esperienza segua attentamente queste procedure.

 

La produzione di piantine con il pane di terra.

 

Per produrre piantine con il pane di terra dobbiamo procurarci delle seminiere in materiale plastico o polistirolo, in commercio si trovano seminiere da 24 a 180 buchi .Nella prima fase useremo un contenitore da 180 buchi riempito quasi fino al colmo con un buon terriccio da semina già inumidito, aiutandoci con una matita o con uno stecchino poniamo il seme al centro del buco e per mezzo di un setaccio ricopriamo il seme con il terriccio. Manteniamo inumidito il terriccio aiutandoci con un Nebulizzatore senza però mai eccedere nell’ annaffiamento. Usiamo per queste operazioni sempre acqua a temperatura ambiente. Rivestiamo il contenitore con un velo di tessuto non tessuto e poniamolo in un ambiente caldo e luminoso. Dopo qualche giorno appariranno le plantule, è il momento di alzare il tessuto non tessuto. Poniamo sugli angoli della seminiera 4 stecchetti e appoggiamoci di nuovo il tnt. Passati 10-15 giorni dalla comparsa delle plantule effettueremo il rinfrancamento delle piantine. Questa operazione consiste nel passare dalla seminiera da 180 buchi a quella da 96. Prendiamo delicatamente la piantina dal primo contenitore, se avete usato contenitori di plastica basterà una piccola pressione sul fondo del buco, se avete usato il polistirolo aiutatevi con una matita introducendola nel buchino sottostante e delicatamente togliete la piantina, collocatela nella seconda seminiera e aggiungete del terriccio dalle parti per compattare il tutto un’abbondante nebulizzazione. La terza fase è di un importanza basilare per la buona riuscita del nostro progetto. Essendo i terricciati spesso e volentieri sterili dobbiamo somministrare alle nostre piantine dei fertilizzanti, il modo migliore è quello di apportare concimi liquidi, vanno molto bene quelli che troviamo nei supermercati con alto tenore di azoto e microelementi. L’ultima fase consiste nell’ acclimatizzazzione delle piantine, cioè il trasferimento dei contenitori in una stanza più fredda per permettere che le stesse si rafforzino. Generalmente queste sono le fasi per ogni tipo di seme, naturalmente per una semina perfetta vanno considerati altri fattori molto importanti come : la luna, la profondità, il periodo, il tipo di seme ecc. per questi vi rimando alla tabella illustrativa dove troverete tutte le risposte ai vostri quesiti

 

Utile per non dire indispensabile è il semenzaio coperto.

Di facile costruzione e manutenzione ci permetterà un notevole risparmio di tempo per la nascita delle piantine.

Nelle giornate molto rigide è sufficiente aprire il semenzaio nelle ore più calde, per poi richiudere appena l'aria si farà più fredda. Per la notte è consigliabile coprire con una vecchia coperta, per mantenere il microclima.

Un altro tipo di seminiera già completa di tutto, ottima per chi vuol produrre poche piante e ha poco spazio. Fornita con coperchio areato a chiusura, è di materiale plastico e può contenere fino a quindici bicchierini. Un consiglio non usate bicchierini in plastica, ma procuratevi quelli in polistirolo con tappo.

(Quelli che i bar usano per i caffè da asporto.)