i Fitofagi  dell' orto

Fitofagi e parassiti dell' orto (afidi, afide ceroso del cavolo, afide verde delle cucurbitacee afide nero delle fave, agrotidi, nottue ecc.)


Afidi


Gli afidi chiamati comunemente pidocchi delle piante sono sicuramente tra i fitofagi più comuni, sono emitteri di diverso colore che pungono le foglie e i gemogli succhiandone la linfa causandone la deformazione. Sono tra i principali vettori di virosi, che viene trasmessa da pianta a pianta.

Tra gli afidi più comuni, l'afide nero attacca diverse specie, sia ortive che fruttifere:  infesta con fitte colonie nerastre le parti epigee e ipogee della pianta provocando arricciamento e disseccamento delle foglie, ipertrofia nelle radici e riducendo l'intera pianta in uno stato di deperimento generale. Presenta numerose generazioni l'anno.

Anche l'afide verde provoca danni simili a quelli dell'afide nero, ma attacca solamente le parti epigee della pianta, attaccano soprattutto carciofi, carote, leguminose, cicorie, fagioli fave, lattughe, pomodori, ravanelli e zucchine.

La difesa diretta prevede la pulitura o l'asportazione delle parti colpite, e trattamenti a basi di macerato d'ortica o di assenzio, litotamnio, cenere di legna, e, solo nei casi più rari piretro. La prevenzione richiede delle concimazioni povere di azoto ed equilibrate. La pacciamatura e l'utilizzo di acque a temperatura ambiente.

 

Specie minacciate : carciofi, carote, leguminose, cicorie lattughe, pomodori, ravanelli, cardoni.

 


Afide ceroso del cavolo (Brevicoryne brassicae )


Afide ceroso del cavolo (Brevicoryne brassicae )
afide ceroso del cavolo

L' afide ceroso del cavolo è un fitomizo ampiamente diffuso che attacca tutte le crucifere, in particolare le diverse specie di cavolo e frequentemente anche le piante di cappero.

Le sue colonie vivono sulla pagina inferiore delle foglie provocando la comparsa di ampie aree ingiallite. Nelle giovani piante l' afide si localizza sulle foglie del cuore, bloccandone lo sviluppo. Oltre ai danni diretti l'afide ceroso si rivela dannoso come vettore del virus del mosaico del cavolfiore (CaMV) che trasmette in maniera persistente.

La difesa dall'afide ceroso viene combattuta in natura dalle larve dei neurotteri crisopoidi, di sirfidi e di coccinillidi.

Contro infestazioni in atto si può intervenire con macerati aficidi .(ortica, equiseto, aglio e sapone di marsiglia.)

Colture minacciate : tutti i tipi di cavoli e cruciferee

 


Afide verde delle cucurbitacee


(Aphis gossypii ) Afide verde delle cucurbitacee
Afide verde delle cucurbitacee

Si tratta di un Afide molto polifago che infesta tutte le Cucurbitacee, il Cotone e molte piante ortive ed ornamentali (Ibisco, Catalpa, ecc.). L'adulto (circa 2 mm di lunghezza) presenta un colore molto variabile, dal ver­dognolo al grigiastro-scuro. 

Le forme giovanili sono quasi sempre giallognole. L'Aphis gossypii infesta la pagina inferiore delle foglie, provocandone l'ingiallimento ed il disseccamento. Inoltre attacca anche i fiori, determinandone l'avvizzimento, ed i frutti, ostacolandone l'accrescimento. Le piante colpite manifestano un generale sviluppo stentato. L'Afide, inoltre, produce abbondante melata che richiama le Formiche che lo diffondono e lo proteggono. La presenza della melata comporta danni indiretti dovuti ad asfissia, ustioni per effetto lente ed, infine, favorisce l'instaurarsi delle Fumaggini che aggravano ulteriormente il danno. I danni sono ulteriormente aggravati anche dall'azione di diffusione che l'Aphis gossypii svolge per alcuni virus come il Mosaico del Cetriolo, del Cocomero, ed altre virosi delle piante ortive come la Cipolla e la Patata

la lotta prevede irrorazioni di macerato di ortica, aglio, peperoncino. Solo nei casi più gravi piretro

Colture minacciate : Cucurbitacee, Pomodoro, Peperone, Patata, Agrum


Afide nero della fava  (Aphis fabae Scop.)


(Aphis fabae Scop.) Afide nero della fava
Afide nero della fava

Vive sulle foglie nella pagina inferiore oppure sugli assi fiorali della pianta. Il danno si manifesta sulle foglie e sugli assi fiorali. Sulle foglie le punture degli afidi determinano profonde alterazioni con accartocciamenti più o meno vistosi. Sugli assi fiorali le punture determinano atrofie e deformità.

Sulla Barbabietola, le foglie si gonfiano, si accartocciano, e cessano di svilupparsi. Le radici si sviluppano male ed il grado di zucchero diminuisce. Gli Afidi invadono anche le infiorescenze che portano i semi e nuocciono alla formazione dei germogli. La produzione di mielata favorisce lo sviluppo della fumaggine. Sulle altre piante, questo Afide invade tutti gli organi ma non deforma le foglie; la crescita della pianta è alterata, i fiori abortiscono sotto l'effetto della tossicità della saliva. Inoltre un certo numero di malattie virali sono trasmesse da A. fabae.

Gli adulti atteri, hanno un corpo robusto, lungo circa 2 mm, ed un colorito nero verdastro. Gli alati hanno una forma piu' allungata; la testa ed il torace hanno un colorito nero brillante. Le antenne non superano di 2/3 volte la lunghezza del corpo. Le femmine ovipare hanno le tibie posteriori particolarmente flesse.

La difesa prevede l' asportazione delle piante infestate, e trattamenti a base di ortica, assenzio e ceneri di legna.

Piante minacciate : Bietola, Leguminose ortive e da pieno campo, Patata, Fava.


Afidi del carciofo e del cardo Brachycaudus cardui (L.)Aphis fabae-


Brachycaudus cardui (L.)Aphis fabae  Afide nero del carciofo e del cardo
Afidi del carciofo e del cardo.

Brachycaudus cardui (L.)

Aphis fabae-solanella Theob.

Capitophorus elaeagni (del Guercio)

Capitophorus carduinus (Walk)

Dysaphis cynarae (Theob.)

Si tratta di un gruppo di afidi più o meno specializzati sulle Composite Carduacee, tipici degli areali delle suddette colture specie dell'Italia centro-meridionale, della Sicilia e della Sardegna.

La specie Brachycaudus cardui, detto Afide nero o verde-nerastro del Cardo, si presenta di colore nerastro con aree addominali verdastre più o meno accentuate secondo la forma; questo fitomizio è lungo circa 2,5 mm ed è dioico (o eteroico). Questo afide svolge infatti il suo ciclo fra piante del gen. Prunus e piante erbacee delle famiglie delle Composite e Borraginacee: in Italia meridionale però questo afide presenta frequenti paracicli ed anolocicli sulle Composite, anche quelle spontanee (Cirsium sp.). Questo afide infesta particolarmente il Carciofo dove si stabilisce, in colonie, sia sulle foglie, sia sull'asse dei capolini o sulle loro brattee (specie le basali); gli organi colpiti si deformano, si sviluppano stentatamente e si imbrattano di melata.

La specie Dysaphis cynarae si presenta di colore grigiastro o grigio-verdastro pruinoso, è frequente in Campania ed in Sicilia dove svolge anolocicli su Carduacee spontanee e coltivate (soprattutto il Carciofo). Questo afide infesta soprattutto le parti basse della pianta (anche il colletto e le grosse radici) oppure le foglioline apicali e i capolini comprese le loro brattee esterne. I danni sono analoghi a quelli della specie sopradescritta. Le specie Capitophorus elaeagni e C. carduinus sono afidi di 2-3 mm, di colore verdastro. Capitophorus elaeagni in areali temperato freddi compie un ciclo dioico fra piante arbustive del gen. Elaeagnus e Composite Carduacee, mentre in Italia meridionale spesso è anolociclica sulle Carduacee. Capitophorus carduinus è invece una specie monoica su Carduacee, specie il Carciofo dove sverna allo stadio di uovo. Queste due specie, in particolare la prima, infestano prevalentemente le foglie e non colpiscono direttamente i capolini. Infine la specie Aphis fabae-solanella o più semplicemente Aphis solanella è un afide appartenente al "gruppo fabae", di colore nerastro con ciclo dioico o eteroico fra l'Evonimo (ospite primario) e diverse piante erbacee (Solanacee, Carduacee, Poligonacee, ecc.) e alcune Rosacee arboree. Questo afide in Italia infesta frequentemente il Carciofo dove colonizza gli assi dei capolini, le loro brattee basali e le foglie, compiendo danni analoghi alla prima specie descritta.

La difesa si ottiene con irrorazioni di macerato di ortica, sapone di marsiglia, solo in casi di forte infestazione usare piretro ed attendere 10-15 gg per il consumo


Afide verde della patata

L’afide svolge un anolociclo. La virginopara presenta due forme: una verde e una rosa. La forma verde preferisce colonizzare le foglie basali e le piante senescenti mentre quella rosa è ripartita su tutti gli strati fogliari.

. Dall’inizio della primavera le popolazioni si accrescono molto rapidamente e, in condizioni climatiche favorevoli, si possono raddoppiare in 2-3 giorni. La fecondità di una virginopara varia da 30 a 50 individui.

Danni

Le colonie dell’afide infestano di preferenza le foglie e i peduncoli fiorali. Le loro punture di alimentazione provocano il rallentamento della crescita delle piante e talvolta l’avvizzimento degli organi infestati. Più pericolosi sono i danni indiretti, in quanto l’afide è vettore di numerosi virus trasmessi in modo persistente o non persistente.

Strategie di difesa 

Applicazioni fogliari alla comparsa delle prime colonie con Verticillium laecani. Applicazioni radicali attraverso il sistema di fertirrigazione; nella norma questo unico trattamento è risolutivo per tutta la durata del ciclo della coltura.

La difesa biologica si basa su irrorazione di macerato di ortica e peperoncino.

Le specie colpite :Patata ,pomodoro, melanzana, e peperone


Afide della lattuga (Nasonovia Ribisnigri)


Questi Afidi sono succhiatori di linfa. In generale i danni diretti di spogliazione sono poco importanti sulla lattuga. Sono le macchie i danni più gravi poiché un insalata piene di afidi e' invendibile. Inoltre le foglie sono poco colorate e leggermente deformate (i bordi sono ondulati). Se le foglie subiscono delle alterazioni di colore. E' perchè intervengono anche altre specie di afidi. L'afide della lattuga è soprattutto dannoso come vettore di Virus. Trasmette il Virus del mosaico del Ribes spinoso, il Virus del mosaico del cavolfiore, il Virus del mosaico del cocomero e del mosaico della lattuga che ha un 'importanza economica rilevante.

Descrizione fisica

Adulto: 3 mm di lunghezza,colorito verdastro, leggermente macchiato sui fianchi. Le zampe posteriori sono lunghe e sottili; i segmenti antennari sono uguali tra di loro. I giovani adulti atteri, sono lunghi da 2 a 3 mm, hanno un colorito giallo verdastro e cornicula dritte e non flesse; nella parte posteriore dell'addome possiedono macchie strette e scure, su ogni lato della linea mediana. I giovani adulti alati, portano sul retro delle bande strette disposte irregolarmente.

Ciclo biologico

Specie eterogonica olociclica. Nelle regioni calde, l'invernazione puo' effettuarsi sull'ospitante secondario sotto forma di virginopari.

DESCRIZIONE BIOLOGICA

La pianta ospitante primaria e' il Ribes. Le ospitanti secondarie sono: la Lattuga, la Cicoria, piante selvatiche quali: la senape comune (Lampsana), la Ieracia (Hieracium), il Sandalo (Crepis), e altre composite formate da lattice e le Scrofalariacee (Scrofularia). 


Afide dello scalogno ( myzus Ascalonicus Doncaster)


Afide dello scalogno ( myzus Ascalonicus Doncaster)
Afide dello scalogno

Le colonie di questi Afidi si incontrano sullo scalogno e diversi bulbi alla fine di un periodo di conservazione. Portano malformazioni alla crescita delle piante nuove. Inoltre e' portatore del virus del Giallume moderato (BMYV), e del giallume della barbabietola (BYV):

DESCRIZIONE FISICA

Adulto attero: lungo da 1 a 2 mm; colorito verde scuro, tubercoli antannari molto sviluppati e sensibilmente convergenti, antanne lunghe quanto il corpo, cornicula inclinate nello stesso punto.

Ciclo biologico

Specie anolociclica, si riproduce partenogeneticamente per tutto l'anno. Quando c'è un inverno dolce le colonie possono sopravvivere al'aria aperta tutto l'anno. AL contrario, queste sopravvivono su piante coltivate in serra, nei locali di stoccaggio, e sui bulbi.

Descrizione biologica

Sconosciuta prima del 1940, questa specie cosmopolita è oggi molto frequente. Polifaga, è segnalata su diverse Liliacee (cipolla, porro, scalogno), sulle Composite, sulle Crucifere, sulle Graminacee, sulle Rosacee (fragola), sulla patata, sulla barbabietola e su numerose piante ornamentali. Le forme alate appaiono in primavera e colonizzano diverse piante erbacee; provocano gravi deformazioni nel fogliame e nei fiori. Una migrazione di ritorno ha luogo in ottobre sulla Fragola, gli alati danno origine a dei virginopari atteri; la riproduzione partenogenetica segue durante l'inverno.

Specie minacciate : Cipolla, porro, scalogno, fragola, finocchio, insalata


Agrotidi


Le larve di queste farfalle, simili a grossi buchi, restano attive nel terreno durante il giorno e escono allo scoperto durante la notte, attaccando generalmente il colletto delle piante e scavando gallerie all'interno del fusto.

Particolarmente dannosa è la nottua che attacca il carciofo: depone le uova in prossimità del colletto e da queste fuoriescono larve che scavano gallerie all'interno delle nervature principali delle foglie per poi passare all'interno del fusto, fino ad arrivare alla base del capolino. 

La lotta diretta è diversa e articolata, oltre alla distruzione delle parti lese si può ricorrere a esche avvelenate, trattamenti a base di infuso di assenzio e nei casi particolarmente gravi piretro oppure rotenone. La difesa preventiva si attua zappando la terra intorno intorno alla coltivazione sia proteggendo il colletto della pianta mediante colletti di cartone. La nottua del carciofo è controllabile con infuso di pomodoro da irrorare sulle

piante durante l'epoca di volo di questo parassita.

Specie minacciate: cavoli, lattuga, cicorie, spinaci, mais, cetrioli, fagioli, pomodori,e carote.

 


Altica (haltica Ampelophaga)


Le altiche, anche chiamate pulci di terra sono facilmente riconoscibili per la capacità di compiere salti, sono piccoli coleotteri dal corpo ovale e convesso, la cui larghezza si aggira intorno ai 2 mm.

Gli adulti svernano tra l'erba, alle basi degli alberi e sotto i sassi, mentre le larve vivono nel terreno dove si impupano. Le altiche presentano duo otre generazioni l'anno e colpiscono le giovani piante i primavera con alte temperature e bassa umidità. rodendo le foglie sul margine esterno e scavando piccole fossette sulla loro superficie. Alcune specie di altica sono polifaghe, e possono fortemente danneggiare alcuni tipi di colture come rucola e bietole.

Per combattere le altiche si può spolverare sulle foglie, al mattino presto con la rugiada, farina di alghe, bentonite o litotamnio. Solo in caso di forte attacco, usare piretro o rotenone.

La prevenzione contro le altiche si effettua con trattamenti di infuso di tanaceto o assenzio, con la pacciamatura del terreno che conserva l'umidità.

 

Specie minacciate : cavoli, cavolfiori, rape, ravanelli, spinaci bietole e rucola.


Nottua del cavolo /nottua degli orti  (Mamestra brassicae)


La mamestra brassicae è un lepidottero nottuide della sottofamiglia Hadeninae assai comune in tutte le coltivazioni di cavolo, ma vive pure su bietola, rapa, sedano, insalata, peperone, pomodoro, patata, fagiolo, pisello e cipolla. Le larve vivono a spese delle foglie e scavano gallerie anche nei fusti carnosi delle piante ospiti nutrendosi preferibilmente nelle ore notturne,.

In caso di forte infestazione arrecano danni notevoli sino a scheletrire le piante.

Gli adulti sfarfallano dalla fine di aprile a tutto maggio e vivono sino a 26 giorni. La femmina depone sino a 25oo uova sulla pagina inferiore delle foglie.

La difesa va realizzata nei confronti delle larve neonate o di prima età con infusi di ortica, aglio e sapone di marsiglia. Possiamo ricorrere alla lotta biologica con l' impiego di Bacillus Thurgiensis contro le giovani larve.

Specie minacciate: tutti i tipi di cavolo


Nottua gialla del pomodro  (Heliothis armigera Hb.)


La nottua gialla del pomodoro è un lepidottero nottuide, diffuso in tutto il mondo.

Le larve sono assai polifaghe e tra le piante danneggiate, il pomodoro è al primo posto.

. Sul pomodoro le larve compiono erosioni fogliari, distruggono i fiori, e penetrano nel frutto tramite il peduncolo o la zona calicina formando un foro di 1-2 mm di diametro.

Le bacche acerbe cadono al suolo, mentre quelle in via di maturazione vengono invase da microrganismi fungini e batterici e marciscono.

La difesa contro la nottua presenta molte difficoltà dato il loro comportamento, di estrema utilità si rivela la lavorazione del terreno in inverno per portare in superficie le larve e le crisalidi e sottoporle così all'azione degli agenti atmosferici. Oppure il lancio del Bacillus thuringiensis.

Specie minacciate :  pomodoro carciofo, fagiolo, fava, pisello, melanzana, peperone e patata

 


Cimici del cavolo (Eurydema ornatum)


Il genere comprende diverse specie che vivono abitualmente a spese dei cavoli e delle altre crucifere. Su queste piante le infestazioni sono causate dall' Eurydema ornatum che rispetto alle altre cimici è caratterizzata da una maggiore polifagia.

Gli adulti e le forme giovanili pungono le foglie provocando la comparsa di tacche clorotiche e i successivo distaccamento dei tessuti. I danni maggiori interessano le giovani piante che in seguito a forti attacchi hanno una crescita stentata, ingialliscono e finiscono talora per disseccare.

Subito dopo il trapianto le cimici ostacolano la ripresa vegetativa delle piante provocandone spesso la morte.

L' attività delle cimici è preferibilmente diurna, nella notte si riparano alla base delle piante o sulla pagina inferiore delle foglie dove e le femmine depongono le uova che si dischiudono dopo 30-35 giorni.

Per l'orticoltore biologico l'unica forma di difesa è quella agronomica che consiste: nell' adottare ampie rotazioni e irrorare le piante ai primi avvistamenti dei nanidi e alla comparsa di soggetti adulti con macerato d' ortica e peperoncino con aggiunta di sapone di marsiglia.

Specie minacciate : pomodori, melanzane, cavoli e crucifere

 


Cavolaia (Pieris brassicae)


La cavolaia è una comunissima farfalla di color bianco, con macchie nere. Le uova di color giallo-arancione, vengono depositate a piccoli mucchi sulla pagina inferiore delle foglie e da queste si dischiudono voracissimi bruchi di color verde oliva con striature giallastre ai lati.

I danni avvengono a scapito delle foglie: le larve di cavolaia se ne cibano distruggendo l' intero lembo e risparmiando solo le coste principali. L' attacco determina l'imbrattamento delle foglie

a causa delle deiezioni, che possono provocare marcescenze all'interno delle piante.

E' necessario intervenire alla comparsa dei primi sintomi individuabili nella rottura delle parti basali delle giovani piantine e nei segni di erosione al livello del colletto. La cavolaia è molto pericolosa e può distruggere interi raccolti. Per sconfiggere la cavolaia è consigliabile eliminare manualmente le uova e impolverare le foglie con farina di alghe calcaree. La difesa preventiva consiste nell'evitare la successione con qualsiasi crocifera o altre varietà di cavolo. Inoltre, per tutto il periodo di volo della cavolaia, è utile trattare le piante con decotto di tanaceto o assenzio, che svolge u azione repellente.

Specie minacciate: tutti i tipi di cavolo

 


Criocere (Crioceris Asparagi)


Le criocere sono piccoli coleotteri, le cui larve e adulti rosicchiano la parte aerea delle giovani piante. Particolarrnte pericolosa è la Crioceris Asparagi, che attacca i turioni degli asparagi, causando gravi danni ai turioni. L'adulto, di colore rossastro, sverna nel terreno e a primavera le femmine depongono le uova sugli asparagi.

Anche le liliacee sono soggette all'attacco di questi dannosi parassiti, nello specifico della criocera dell'aglio, un piccolo coleottero lungo 8-10 mm., le larve si sviluppano all'interno del bulbo, attaccandolo nella fase di accrescimento. La difesa consiste nella distruzione di tutte le parti attaccate. Solo in caso si forti infestazioni si può ricorrere al piretro, al legno di quassio o al retenone. Come prevenzione è consigliabile spargere il litotamnio sulle foglie quando queste sono umide di rugiada. O consociare il basilico che svolge un azione repellente con l'asparago.

Per quanto riguarda le liliacee, è preferibile non fare uso di letame fresco, e scegliere cultivar tardive.

Specie minacciate: asparagi, aglio


Dorifora della patata (Leptinotarsa decemlineata Say)


La dorifera è un grazioso quanto indesiderato coleottero i cui adulti misurano circa 1 cm di lunghezza e sono di colore giallo-aranciato con 10 linee longitudinali sul dorso.

Sverna come adulto nel terreno e inizia la sua attività in primavera, appena la temperatura del suolo raggiunge i 14°C. L'azione della dorifora avviene a danno dell'apparato epigeo, utilizzato completamente, con l'  eccezioni delle nervature principali, da larve e adulti. In caso di forte attacco l' apparato fogliare può essere totalmente distrutto e il raccolto compromesso.  La difesa consiste nella raccolta a mano di larve e adulti e in trattamenti a base di litotamnio o polvere di rocce, spolverando specialmente la pagina inferiore delle foglie al mattino presto con rugiada. Solo in caso di forte attacco usare piretro e rotenone. Come misure preventive è consigliabile utilizzare compost o letame ben maturo., dopo la raccolta distruggere tutti i residui colturali evitando di lasciare i tuberi di patata nel terreno, e distribuire macerato di ortica appena si differenziano le prime foglie al fine di stimolare la crescita delle piante.

 Specie minacciate patate, melanzane, e più raramente pomodori

Larva di dorifora
Larva di dorifora

Elateridi (Agriotes spp.)


Le larve di questi coleotteri, (detti anche ferretti per la consistenza del loro rivestimento esterno)

sono di color giallo ocra e possono misurare fino a 20 mm di lunghezza. Prediligono terreni umidi, molto ricchi di sostanza organica, e attaccano le giovani piante all'apparato radicale e al colletto, persistendo per più anni nel terreno. Le piante colpite deperiscono e si seccano, nei tuberi si evidenzia una riduzione della capacità riproduttiva, e nei casi più gravi può essere compromessa anche la commestibilità.  L'unica difesa da adottare è l'interramento di patate tagliate o barbabietole con la polpa rivolta verso il basso. La difesa preventiva prevede sovesci di senape e concimazioni effettuate con letame maturo.  

Specie minacciate patate  cipolle al momento dell'ingrossamento dei tuberi e dei bulbì


Grillotalpa


Il grillotalpa, è un grosso insetto, bruno scuro, lungo circa 4-6 cm, munito di ali interiori.

Scava cunicoli e attraverso gallerie, giunge a recidere e rodere il colletto di molte piante, causandone appassimento e morte in tempi rapidissimi. Esce preferibilmente nelle ore notturne, preferendo i terreni umidi e ticchi di sostanza organica.

Il grillotalpa si combatte versando nei fori delle sue gallerie una miscela composta da 50 ml di olio vegetale, 20 ml di piretro e 10 litri di acqua.

Non esistono molti mezzi di difesa preventiva, un consiglio utile è quello di non lasciare residui di coltura sul terreno, e non eccedere con concimazioni ricche di azoto.

Specie minacciate  : Asparigi, cardi, carote, cetrioli, finocchi, patate e ravanell

 


Maggiolino (Melolontha melolontha L.)


Si tratta di un grazioso coleottero, di colore bruno rossiccio e di antenne munite di caratteristico ventaglio. Le larve, di colore biancastro, divorano le radici delle piante, specialmente quelle più giovani causandone l' appassimento a cui segue, di solito la morte. Gli adulti, invece si nutrono della parte aerea, defogliando completamente le piante attaccate. Un attacco di larve è facilmente identificabile dalle gallerie scavate nel terreno.

La difesa si attua intervenendo con insetticidi, con la raccolta manuale durante le lavorazioni del terreno o con l' impiego di esche avvelenate. Risulta utile stendere apposite reti sul terreno per impedire i maggiolini di alzarsi in volo e accoppiarsi. Risultati soddisfacenti si ottengono utilizzando il fungo tomoparassita Beuveria brognartii. Come misura preventiva si consiglia di zappettare spesso intorno alle colture.

 

Specie minacciate: asparagi, bietole, cardi, cavoli, cetrioli, cicorie e radicchi, finocchi e prezzemolo.

 


Lumache e limacce


La lumaca è un invertebrato mollusco , ossia un animale privo di scheletro, appartenente alla classe dei  gasteropodi polmonati terrestri.  Esistono lumache prive di conchiglia, chiamate comunemente limacce (Limax) , lumaconi o bavose  e lumache con il guscio, chiamate chiocciole (Helix).

Sono animali striscianti dal corpo molliccio ricoperto di muco con uno  sviluppato piede carnoso che serve per la locomozione, del loro passaggio resta evidente una scia di bava lucida. Sul capo sono evidenti  4 tentacoli, i 2 più lunghi hanno in cima gli occhi, gli altri due posti più in basso, hanno una funzione olfattiva, gustativa e, soprattutto  tattile,  in caso di pericolo questi tentacoli si  possono ritirare in pochi attimi, tra i due tentacoli tattili si trova la bocca.

Le lumache si cibano di foglie della maggior parte delle piante, causando molti danni, soprattutto negli orti dove sono molto temute e combattute. Escono prevalentemente di notte incoraggiate dall'umidità, ma dopo una pioggia consistente è molto facile vederle in giro anche in pieno giorno.

La chiocciola è un animale ermafrodita, non è né maschio né femmina, ogni individuo è bisessuato. Significa che nell’arco della sua vita può svolgere la funzione sessuale del maschio o della femmina.. 

Trappole contenenti birra (il suo odore attrae le limacce) possono venire impiegate nell’orto. Allo scopo si interrano dei bicchieri (o altri contenitori che costituiscono le trappole) lasciando fuori dal terreno un bordo alto un centimetro in modo che non vi possano cadere insetti o altri animali utili e non si riempiano di terra. I bicchieri vanno riempiti per metà e la birra va cambiata ogni 2-3 giorni per farle mantenere il potere attrattivo.

Prodotti disidratanti di più comune reperimento. Si può ricorrere anche a prodotti disidratanti, come ad esempio la cenere di legna, il solfato di ferro, la calce idrata, il sale da cucina, da distribuire lungo i possibili percorsi compiuti da lumache e limacce.


Mosca della cipolla (Delia antiqua Meigen)


L’adulto (circa 6-7 mm di lunghezza) ha il corpo di colore grigio-nerastro.

La larva, apoda e giallognola, presenta il corpo che si restringe verso l’estremità cefalica.

La Mosca della cipolla infesta i bulbi distruggendone i tessuti di cui si nutre; inoltre i bulbi infestati vengono invasi da batteri che ne determinano la decomposizione. La Delia antiqua sverna come pupa, nel terreno.

All’inizio della primavera sfarfallano gli adulti; le femmine, dopo l’accoppiamento, depongono le uova sui bulbi ed alla base delle piante.

Da queste uova, dopo circa una settimana, fuoriescono le larve che penetrano all’interno del bulbo, dove rimangono fino al raggiungimento della maturità; questa viene raggiunta in un arco di tempo che varia da 3 a 6 settimane, a seconda delle temperature ambientali.

Raggiunta la maturità le larve abbandonano il bulbo, per andare ad impuparsi nel terreno.

Nell’arco dell’anno si possono compiere anche 3-4 generazioni, per cui l’insetto, nei climi più miti, può rimanere in campo anche nell’autunno inoltrato

La difesa diretta consiste nell' eliminare le piante attaccate e, nei casi più gravi, nell' utilizzo di trattamenti a base di rotenone o piretro. Consociazione attiva con carote.

Specie minacciate : aglio, cipolla, porro e scalogno

 


Mosca della carota (Psilla rosae)


La psilla rosae è una piccolissima mosca dal corpo nero brillante e ali traslucide che depone le uova nel terreno in prossimità del colletto delle piante. Dalle uova nascono larve che raggiungono le radici e si sviluppano all' interno del fittone, scavandovi una rete di gallerie irregolari che li portano alla marcescenza. una volta raggiunto il giusto accrescimento le larve abbandonano il fittone e si impupano nel suolo. Le carote attaccate dalla mosca assumono sapore e odore sgradevoli, presentano fenditure rossicce e foglie ingiallite

Un forte attacco di di questo parassita può compromettere il raccolto e manifestarsi con gravi conseguenze anche  dopo molti giorni  dalla raccolta. Le specie minacciate sono soprattutto la carota ma non disdice sedano finocchio  e prezzemolo. per evitare la mosca della carota effettuare trattamenti con macerato di tanaceto e aglio, essenze sgradite a questo dittero. Consociare a file alterne con cipolle. ( si evita la mosca della cipolla e quella della carota.

Specie minacciate : carote, barbabietole rosse


Mosca dell' asparago  (Platyparea Poeciloptera)


E' una piccola mosca lunga  da 6 a 7 mm. Testa gialla, torace grigio chiaro con 3 linee longitudinali nere, zampe grigiastre, ali traversate da una larga banda bruna a zigzag. Addome nero, leggermente vellutato, con bordi paralleli nel maschio, allargati verso il centro nella femmina.

le femmine depongono le uova all' apice dei germogli. Le larve che ne fuoriescono si nutrono dei tessuti circostanti e scavano gallerie fino ad arrivare al rizoma dove si impupano. La lotta diretta si basa sull' asportazione e distruzione degli steli attaccati e sull' utilizzo di radice di felce maschio in polvere o litotamnio distribuiti al mattino presto, oppure legno quassio e sapone diluiti in acqua. 

Scegliere posizione ventilata e consociare con pomodori .


Mosca bianca (Trialeurodes vaporarium)


La Mosca bianca delle serre è un piccolo insetto originario delle regioni caldo umide tropicali e sub-tropicali; nei nostri ambienti si è adattato benissimo alle condizioni caldo umide delle serre, anche se nelle regioni meridionali italiane (nei mesi estivi anche al Nord) si adatta anche all'esterno, dove svolge parzialmente o totalmente il suo ciclo biologico. Vengono definite Mosche bianche per il tipico aspetto degli adulti (circa 0,7-1 mm di lunghezza); questi hanno il corpo giallastro con ali bianche, ricoperte da uno strato ceroso, pruinoso e polverulento che riveste anche le altre parti del corpo e con il quale si imbratta anche la vegetazione.

Gli adulti hanno l'aspetto di un piccolo moscerino, con tipici occhi color porpora; questi insetti stazionano sotto le foglie delle piante ospiti e si alzano in volo, a gruppi ed in modo caratteristico, appena disturbati.

Il danno maggiore è provocato dagli stadi giovanili, peraltro molto diversi dagli adulti.

Gli stadi giovanili sono praticamente costituiti da delle "placchette" ovoidali, quasi immobili e di colore bianco-giallastro, posti nella pagina inferiore delle foglie; sono rivestiti da secrezioni cerose polverulente e soprattutto da abbondante produzione di melata che ha la funzione di proteggere gli stadi stessi. Le forme mobili del Trialeurodes vaporariorum sono gli adulti e le neanidi di 1a età, le altre forme sono praticamente immobili. (La 4a età ha un esoscheletro molto sclerificato detto "pupario" perché vi si forma l'adulto).

Il danno si manifesta su tutta la vegetazione fogliare ed è provocato dalle punture trofiche di tutti gli stadi dell'insetto; tuttavia il danno più grave è forse dovuto alla produzione di melata che:

imbratta i frutti deprezzandoli;

imbratta la vegetazione, riducendo l'attività fotosintetica per l'occlusione degli stomi e conseguente asfissia delle foglie;

imbratta, specialmente nelle colture floricole, tutta la vegetazione, provocando un danno estetico; i prodotti floreali sono poco commerciabili;

provoca ustioni per l'effetto lente che essa produce sui raggi del sole;

favorisce la formazione delle fumaggini che provocano annerimento della vegetazione (danno estetico), un'accentuazione dell'asfissia fogliare ed un ulteriore decremento della capacità fotosintetica. Le foglie colpite divengono clorotiche e sofferenti, con appassimenti sempre più accentuati fino a cadere, lasciando la pianta praticamente defogliata e di aspetto deperiente.

La lotta diretta si basa sulla distruzione delle piante attaccate , sull' uso di trappole cromotropiche gialle, e trattamenti con infuso di tanaceto, solo in caso di gravi attacchi ricorrere al piretro o il rotenone. 

 Specie minacciate : Patate, fagioli, pomodori, melanzane peperoni, cavoli e cetrioli-