Mosca bianca Trialeurodes vaporarium

 

 

La Mosca bianca delle serre è un piccolo insetto originario delle regioni caldo umide tropicali e sub-tropicali; nei nostri ambienti si è adattato benissimo alle condizioni caldo umide delle serre, anche se nelle regioni meridionali italiane (nei mesi estivi anche al Nord) si adatta anche all'esterno, dove svolge parzialmente o totalmente il suo ciclo biologico. Vengono definite Mosche bianche per il tipico aspetto degli adulti (circa 0,7-1 mm di lunghezza); questi hanno il corpo giallastro con ali bianche, ricoperte da uno strato ceroso, pruinoso e polverulento che riveste anche le altre parti del corpo e con il quale si imbratta anche la vegetazione.

Gli adulti hanno l'aspetto di un piccolo moscerino, con tipici occhi color porpora; questi insetti stazionano sotto le foglie delle piante ospiti e si alzano in volo, a gruppi ed in modo caratteristico, appena disturbati.

Il danno maggiore è provocato dagli stadi giovanili, peraltro molto diversi dagli adulti.

Gli stadi giovanili sono praticamente costituiti da delle "placchette" ovoidali, quasi immobili e di colore bianco-giallastro, posti nella pagina inferiore delle foglie; sono rivestiti da secrezioni cerose polverulente e soprattutto da abbondante produzione di melata che ha la funzione di proteggere gli stadi stessi. Le forme mobili del Trialeurodes vaporariorum sono gli adulti e le neanidi di 1a età, le altre forme sono praticamente immobili. (La 4a età ha un esoscheletro molto sclerificato detto "pupario" perché vi si forma l'adulto).

Il danno si manifesta su tutta la vegetazione fogliare ed è provocato dalle punture trofiche di tutti gli stadi dell'insetto; tuttavia il danno più grave è forse dovuto alla produzione di melata che:

imbratta i frutti deprezzandoli;

imbratta la vegetazione, riducendo l'attività fotosintetica per l'occlusione degli stomi e conseguente asfissia delle foglie;

imbratta, specialmente nelle colture floricole, tutta la vegetazione, provocando un danno estetico; i prodotti floreali sono poco commerciabili;

provoca ustioni per l'effetto lente che essa produce sui raggi del sole;

favorisce la formazione delle fumaggini che provocano annerimento della vegetazione (danno estetico), un'accentuazione dell'asfissia fogliare ed un ulteriore decremento della capacità fotosintetica. Le foglie colpite divengono clorotiche e sofferenti, con appassimenti sempre più accentuati fino a cadere, lasciando la pianta praticamente defogliata e di aspetto deperiente.

La lotta diretta si basa sulla distruzione delle piante attaccate , sull' uso di trappole cromotropiche gialle, e trattamenti con infuso di tanaceto, solo in caso di gravi attacchi ricorrere al piretro o il rotenone. Le specie minacciate : Patate, fagioli, pomodori, melanzane peperoni, cavoli e cetrioli-