L'oro del bosco

Concimazioni.

Una premessa necessaria consiste nel raccomandare controlli periodici del proprio terreno al fine di monitorarne la costituzione, le variazioni e la ricchezza. In questo modo si evitano eccessi e si può intervenire in modo razionale ed equilibrato sulle specifiche carenze utilizzando i concimi ammessi in agricoltura biologica. La natura ci insegna che qualsiasi essere vivente in stato di sovra alimentazione non gode di buona salute. La concimazione organica all’impianto in fase di coltivazione della pianta deve essere eseguita con letame, mentre la fase produttiva può essere sostenuta da una somministrazione equilibrata di solfato di potassio e concimi organici anche pellettizzati. Potature. La potatura va effettuata per le unifere una volta sola a fine inverno, dopo le ultime gelate. Mentre per le varietà rifiorenti a questa potatura ne va aggiunta una seconda al termine della seconda fruttificazione dei polloni dell’anno precedente, circa intorno alla fine di giugno. Chiameremo “Potatura a” quella invernale che vale per entrambe le tipologie varietali e “Potatura b” quella estiva che interessa solo le bifere. 1. Potatura a. Tagliare alla base tutti i polloni secchi, deboli, malati o eccessivamente provati dal gelo dell’inverno, lasciando al massimo 5/6 piantine per metro. C’è invece anche chi taglia a zero tutte le piante, rinunciando alla seconda fruttificazione  per accelerare invece la crescita dei nuovi polloni ed ottenere da questi una produzione maggiore. In questo caso la bifera viene trattata come un’unifera. Potare i polloni eccessivamente cresciuti ad un’altezza comoda per la raccolta. Occorre infatti sapere che il pollone non risponde a questa logica: maggiore lunghezza uguale maggiore produzione. La produzione rimane la stessa ed anzi un fusto eccessivamente lungo nuoce alla qualità della frutta. Infine legare i polloni potati in modo da renderli stabili in vista del periodo in cui si caricheranno di frutti. 2. Potatura b (solo per chi decidesse di non tagliare a zero i filari di lamponi rifiorenti). Alla fine della raccolta della seconda fioritura tagliare alla base i vecchi polloni con il fusto ormai legnoso per fare posto ai nuovi tralci verdi in crescita che dopo due-tre settimane daranno la nuova frutta. Questa potatura consente di smaltire la folta vegetazione del filare, rendere piu’ agevole la raccolta, e concentrare lo sviluppo della pianta solo sui tralci nuovi.  Periodo di massima raccolta: luglio-agosto. A maturazione il frutto si sfila completamente dal suo ricettacolo. Essendo molto fragile e delicato ai processi di manipolazione, il frutto va raccolto con una leggera pressione sui bordi. Una volta staccato il frutto l’addetto lo ripone in un contenitore non eccessivamente grande per evitare di ammassare troppi lamponi con il conseguente schiacciamento. Di solito si usano contenitori della portata di massimo un kg. La maturazione della frutta sulla pianta a scalare richiede una raccolta giornaliera o al massimo ogni due giorni. Non conviene attendere oltre pena l’eccessiva maturazione del frutto sulla pianta.