Il Peperoncino hot la coltivazione

Indicazioni Generali

 

 

Il termine Capsicum deriva da “capsa” (scatola), per la particolare forma del frutto che ricorda una scatola con dentro i semi, o da “kapto” che, in greco, significa mordere; il riferimento, in questo secondo caso, è al piccante che “morde” la lingua quando si mangia il peperoncino.  All’interno del genere Capsicum la specie più importante è il Capsicum annuum (alla quale appartiene la maggior parte delle piante di peperoncino allevate in Italia e nel mondo), seguita dal Capsicum chinense, dal baccatum, dal pubescens e dal frutescens. Tra gli annuum ritroviamo varietà di peperoncino con caratteristiche estremamente decorative e di media piccantezza. Al Capsicum chinense appartengono, invece, tutte le varietà più piccanti come, ad esempio, il Bhut Jolokia o il Trinidad Scorpion. La teoria secondo la quale i peperoncini più piccoli sono anche i più piccanti (in quanto il contenuto di capsaicina – la molecola responsabile del piccante – è indirettamente proporzionale alle dimensioni), comunque da ritenersi valida in linea generale, è stata sovvertita dalle recenti scoperte di varietà come il Naga Morich, il Bhut Jolokia o il Trinidad Scorpion: i  frutti di queste varietà appena menzionate, infatti, possono raggiungere dimensioni piuttosto consistenti.

 

Coltivazione in generale

 

I peperoncini appartengono alla famiglia delle solanacee

Tutte le piante di peperoncini possono essere coltivate in un vaso di 40-50 cm e posti su balconi o terrazzi assolati e ben arieggiati. Il terreno deve essere sciolto, acido ben drenato con una buona componente sabbiosa e non troppo fertilizzato: un eccesso di concime porterebbe a rigogliose piante piene di foglie ma con pochissimi fiori e quindi pochissimi frutti.. Il peperoncino ha bisogno di molta acqua durante la coltivazione. Necessita di almeno 2-3 irrigazioni ogni 10 giorni nel periodo primaverile 2 irrigazioni nel periodo autunnale e 4-5 in estate senza però non creare ristagni e bagnare le foglie. I frutti si raccolgono in estate e in autunno quando sono perfettamente maturi, aiutandoci con una piccola cesoia.

Essendo una pianta tropicale, possono essere fatte svernare in casa o in serra quando la temperatura si aggira intorno hai 15°C. Alcune piante di peperoncino, nella stagione invernale perderanno le foglie, in questo caso necessiteranno di una piccola potatura nel mese di marzo atta ad eliminare i rami secchi.

Per quanto riguarda la coltivazione in piena terra, le piantine vanno a dimora nel mese di maggio. Per eliminare le infestanti possiamo stendere sul terreno un foglio di TNT mantenendo una distanza di 50cm sulla e tra le file.

 

La temperatura e la luce

La temperatura è importantissima, soprattutto se si vogliono ottenere frutti piccanti. Il contenuto di capsaicinoidi che determina la piccantezza è più elevato a 30°C che a 20-24°C. La temperatura ottimale per la germinazione è compresa fra i 20 e i 30°C. La temperatura minima biologica, cioè la minima indispensabile per la vegetazione è di 10-12°C. Mai le piante devono essere esposte a temperature di 0-4°C perchè in tali condizioni subiscono danni irreversibili. D'altra parte la temperatura massima sopportata è di 20-30°C. Alte temperature, unite a bassa luminosità, fanno cadere i fiori e i piccoli frutti. La stessa cosa accade se la temperatura è elevata. La scarsa luminosità riduce la fioritura, aumenta la cascola dei fiori e quindi fa diminuire la produttività. La massima fioritura si ha dai 25 ai 40°C, tenendo però presente che anche i livelli massimi di temperatura fanno aumentare la cascola dei fiori. Le variazioni delle temperature determinano anche la forma dei frutti. Con l'abbassamento tendono ad assumere forme allungate e ad accentuare la punta dell'apice. Con le temperature più alte i frutti tendono ad essere più tozzi. In ogni caso la temperatura ha poca influenza sui frutti già sviluppati

La scelta del terreno

I terreni più adatti alla coltivazione sono quelli di medio impasto tendenti allo sciolto con buona dotazione di sostanza organica. Si mostrano buoni anche terreni tendenti al compatto. 

 Sono di medio impasto i terreni nei quali sono presenti contemporaneamente la sabbia, l'argilla e lo scheletro cioè particelle con diametro superiore a 2 mm. Il terreno deve essere sistemato e lavorato in modo che non vi siano ristagni di umidità e con veloce sgrondamento dell'acqua. Una proprietà del terreno che bisogna conoscere è la reazione chimica più semplicemente indicata con la sigla pH secondo una scala di valori che va da 0 a 14. Un pH da 0 a 6,9 segnala un'acidità massima a 0 e minima a 6,9. Un pH 7 segnala una reazione neutra con idrogeno e ossidrile che si equivalgono. Un pH da 7,1 a 14 segnala valori di alcalinità con un massimo di 14 e un minimo di 7,1. Per analizzare il pH ci sono apposite attrezzature professionali ma anche apparecchiature non eccessivamente costose.

La pianta di peperoncino è molto sensibile allo stress idrico e ai ristagni di acqua

IIrrigazione e concimazione

Il peperoncino è una pianta molto sensibile allo stress idrico. La mancanza di acqua causa l'arresto della vegetazione e della fruttificazione anche se non sono evidenti i segnali dell'appassimento. Se la mancanza di acqua si protrae a lungo si ha la caduta dei fiori e delle bacche. In questo caso si tratta di danni irreversibili che determinano la lignificazione della pianta e una fase di senescenza improduttiva. Senza dimenticare che un terreno asciutto determina il blocco dell'assorbimento del fosforo, del potassio e dell'arato. D'altra parte irrigazioni abbondanti o frequenti possono determinare ristagni d'acqua, marciumi delle radici e del colletto. La migliore concimazione è quella con letame. Esige particolari cure nella scelta e nella utilizzazione. Viene praticata soprattutto dai coltivatori professionisti. I dilettanti fanno bene a rifornirsi di prodotti in vendita nei negozi specializzati attenendosi con cura alle indicazioni riportate sulla confezione

 

Il trapianto a dimora

Il trapianto a dimora è una fase delicata che la pianta vive come un forte stress e bisogna fare molta attenzione per evitare che la pianta soffra troppo e muoia.

Con l'avvicinarsi della primavera e delle temperature più miti (sopra i 5-10°), è possibile spostare le piante all'esterno per tutta la durata del giorno, per abituarle gradualmente. Per temperature minime inferiori ai 5 gradi centigradi è sconsigliabile lasciare le piante all'aperto di notte.

Il trapianto a dimora deve avvenire se la pianta presenta segni di sofferenza (ad esempio dopo una rapida crescita iniziale smette di crescere senza un abbassamento delle temperature o altri fattori esterni) e/o quando le sue dimensioni iniziano a crescere significativamente (foglie dalla lunghezza di almeno 2cm, altezza pari o superiore a 8-10 cm, irrobustimento generale).

Il trapianto di per sè è un'operazione molto delicata e va preparato bagnando alcuni minuti prima dello spostamento vero e proprio la terra del vasetto di origine in modo che le piantine  possano essere prelevare più facilmente con il loro pane di terra. E' di fondamentale importanza evitare di danneggiare le radici.

Durante la messa a dimora bisogna mettere la piantina nel foro  precedentemente ottenuto nel nuovo vaso (o icomunque nel terreno); successivamente occorre assestare bene la terra intorno alla piantina e bagnare un po' tutto attorno.

Il caso ideale sarebbe quello dell'utilizzo di una terra ricca di sostanze nutritive, possibilmente arricchita da compost.

Successivamente a un periodo di calma dovuta allo stress subito dalla pianta, quest'ultima dovrebbe riiniziare a crescere in modo più rigoglioso se  si troverà in  buone condizioni di luce, temperatura e acqua.

 

15 consigli per avere peperoncini super hot

 

1. Acquistare un contenitore alveolato da 40-50 posti.

2. Riempire gli alveoli con un terriccio per semine fatto da torba e terra leggera.

3. Porre due semi per ogni alveolo.

4. Sistemare il contenitore sul davanzale o in un posto dove può ricevere molta luce e calore. Magari sopra un pannello di polisterolo.

5. Per aumentare il calore stendere sopra i contenitori un velo di tessuto non tessuto che può rimanere anche dopo che le piantine sono spuntate.

6. Annaffiare ogni 3-4 giorni utilizzando acqua a 20° centigradi perché l'acqua fredda rallenta la germinazione.

7. Dopo 60 giorni le piantine raggiungono l'altezza di 10-15 cm ed emettono 4-5 foglioline. E' il momento di trapiantarle nei vasi.

8. Scegliere bene i vasi. Tenendo presente che una pianta di 15-20 cm di altezza ha bisogno di un vaso non inferiore a 12-16 cm di diametro. Le varietà più consistenti che raggiungono i 60 cm di altezza hanno bisogno di vasi più capienti con un diametro di 20-25 cm .

9. Preparare i vasi. Mettere sul fondo un piccolo strato di argilla espansa o ghiaia. Questo per impedire il ristagno d'acqua che può danneggiare le radici. 

10. Scegliere per ogni alveolo la piantina migliore e trapiantarla nel vaso con tutto il terriccio.

11. Sistemare i vasi in zone il più possibile soleggiate. Meglio se riparate da muri. La mancanza di luce determina la caduta delle foglie e la morte della pianta.

12. Concimare con concimi liquidi o granulari, generalmente utilizzati per piante di orto. La concimazione deve essere fatta ogni 15 giorni con i dosaggi indicati sulle confezioni.

13. Annaffiare frequentemente e in modo regolare mantenendo sempre umido il terreno. Preferire le ore mattutine e serali. Annaffiare le piante dall'alto con acqua a temperatura ambiente. Oppure riempire d'acqua i sottovasi.

14. La carenza d'acqua determina l'afflosciamento delle foglie. Un segnale importante che richiede un sollecito intervento.

15. La raccolta può avvenire quando i peperoncini hanno raggiunto una giusta dimensione anche se sono ancora verdi. Aumenta così la produzione di nuove bacche. La raccolta va fatta ogni 8-10 giorni tagliando delicatamente il peduncolo con le forbici. Preferire le ore fresche e a pianta asciutta a 48 ore di distanza dall'ultima irrigazione.