Coltivazione della vite in vaso

 

Per coltivare la vite in vaso non basta solo buona volontà, ma occorre anche un po’ di spazio. Il contenitore che accoglierà la pianta di vite dovrà misurare almeno 50 cm di larghezza e 50 cm di profondità, ma se il vostro terrazzo se lo può permettere, è meglio ‘pensare in grande’ e utilizzare un vaso di 80 cm di diametro oppure una vasca rettangolare 50×100 e alta 50/60 cm.  Questo perché la grandezza della sua chioma non di penderà dal numero delle piante che possederemo, ma dalla grandezza del contenitore che alloggerà la nostra unica pianta.

Impianto – Come abbiamo già detto nel precedente post che parlava dei vantaggi di coltivare in vaso l’uva fragola e l’uva sultanina, l’impianto andrà eseguito a inizio inverno, nelle regioni a clima mite, o a fine inverno, dove il clima è più freddo, comunque sempre e solo nel momento che la pianta è in completo riposo.

Al momento dell’impianto misceleremo il terriccio (universale da giardino ricco di humus) con del letame maturo o del letame organico pellettato biologico, aggiungendo anche una dose di pomice in granuli, per rendere il terreno più leggero e drenante. Sempre per evitare che si creino ristagni di acqua, prendiamo la buona abitudine di fare un sottile strato di pomice sul fondo del contenitore, coprendolo poi con del tessuto non tessuto e finendo di riempire il vaso con il terriccio. Occhio, durante le successive annaffiature, all’acqua nel sottovaso!

Meglio scegliere una pianta che abbia almeno un paio di anni, così raggiungeremo prima il risultato desiderato. Se intendiamo dare alla pianta la forma di un alberello, non avremo bisogno di sostegni, ma in caso contrario facciamo arrampicare la nostra vite su di una pergola.

Concimazione – Se vogliamo che la nostra vite in vaso sia bella prosperosa, dovremo aiutarla con delle concimazioni supplementari. Quando? Interriamo una buona dose del nostro stallatico pellettato prima dell’inverno, e se necessario ripetiamo questa operazione dopo che la pianta avrà germogliato e dopo che i frutti si saranno formati.

Potatura - Già al momento dell’impianto potremo eseguire una leggera potatura di pulizia e in estate recidere i getti laterali di troppo e anche i polloni che potrebbero spuntare al piede della pianta. Se siamo fortunati potremo raccogliere i primi grappoli già durante il primo autunno!

La pianta di vite necessita di due potature l’anno al fine di contenerne lo sviluppo e aiutarne la produzione.

La potatura più importante sarà quella che eseguiremo a fine inverno quando la pianta è in riposo vegetativo ed è quella da cui dipenderà la fruttificazione. Con questa potatura elimineremo i tralci che hanno già fatto i grappoli e si metteranno in produzione, legandoli e inidrizzandoli, quelli nuovi. Se poteremo corto avremo meno frutta e viceversa.

Ma allora come fare a capire quanta uva potremo avere? Contiamo le gemme che lasciamo sul tralcio, da queste gemme nasceranno i nuovi tralci e ciascuno di questi ci regalerà uno, due  o anche tre grappoli a seconda della varietà e dalla robustezza della nostra pianta. Più grappoli avremo e minore sarà però la loro qualità, tuttavia perché la pianta cresca forte e sana ha bisogno di ben svilupparsi, quindi potare sì, ma con moderazione. Caso mai, qualora i grappoli fossero veramente troppi, andremo a diradarli in un secondo tempo, togliendo quelli troppo ravvicinati.

La potatura estiva sarà solo di richiamo, leggera e poco invasiva. Toglieremo i tralci che sono ‘scappati’ (allungati) troppo ed elimineremo un po’ di foglie per permettere al sole di raggiungere i grappoli che dovranno maturare.