Vitigno Biancame

 

 È un vitigno molto vigoroso e non particolarmente esigente rispetto al sistema di allevamento e alla potatura. 

La produzione risulta abbondante e costante grazie a un'ottima resistenza ai freddi primaverili e agli attacchi della peronospora e dell'oidio. Nelle annate umide, in terreni freschi e fertili, può andare soggetto a marciumi. Il germogliamento ha inizio in epoca tardiva mentre la fioritura si manifesta in epoca ordinaria; la maturazione dell'uva avviene a cavallo della terza e quarta epoca. 

La foglia appare pentagonale, di medio-grande dimensione, quinquelobata; il grappolo si evidenzia per la grandezza e per la forma cilindro-conica, spesso alata e semi serrata. L'acino, di media grandezza, risulta rotondo con buccia sottile non molto consistente, di colore giallastro spesso cosparsa di punteggiature e macchie marrone, scarsamente pruinosa; la polpa sciolta ha sapore semplice. 

Dal "Biancame" si ottiene un vino di colore giallo paglierino dal profumo delicato di mela e di pesca, con sentori di spezie; al gusto evidenzia una leggera acidità con fresca persistenza aromatica speziata con un piacevole retrogusto amarognolo. 

La zona di produzione è ampia lungo la costa orientale dell'Italia settentrionale e nelle Marche (dove il Biancame e' conosciuto anche con il nome di Passerina) soprattutto lungo il litorale e le zone collinari adiacenti. Il biancame concorre nella preparazione del "Piceno bianco" e, nella provincia di Pesaro, in quella del "Bianchello del Metauro".