Arancio dolce (Citrus sinensis) Fam. rutaceae

Arancio  dolce (Citrus sinensis)
Arancio dolce (Citrus sinensis)

L'arancio, di origine cinese, è la specie di maggior importanza tra quelle comprese nel gruppo degli agrumi. In Italia è largamente coltivato in Sicilia, in Calabria e in Campania.

E' una pianta tipica degli ambienti temperato-caldi e tropicali, non sopporta le basse temperature.

Nelle altri parti d' Italia l' arancio come il limone viene coltivato in vaso che durante l' inverno viene trasferito  in ambiente protetto: in questo contesto le piante possono produrre frutti che hanno più che altro un valore ornamentale e vengono di solito lasciati sulle piante.

L' arancio può raggiungere gli 8 metri di altezza e un ampiezza della chioma di 4-5 metri.

E' un albero sempreverde di dimensioni medie e chioma abbastanza compatta, di forma quasi conica. I rami sono talvolta spinosi; le foglie sono di media grandezza, verde scuro, ovate o ovato ellittiche appuntate.

I fiori sono riuniti in racemi ascellari in numero massimo di sei, sono molto profumati, hanno una corolla formata da 5 petali bianchi e numerosi stami; vengono chiamati zagare. L'arancio ha un unica fioritura in marzo-aprile. I frutti sono bacche particolari ( espiridio ), divise in spicchi, con pericarpo giallo-arancio al momento della maturazione, ricco di oli essenziali; la polpa dei frutti è sugosa, ricca di zuccheri e di acidi organici di colore giallo-arancio o rosso scuro. Le varietà di arancio si suddividono in due gruppi in base al colore della polpa dei frutti. Arance “bionde” o “sanguigne” al primo gruppo appartengono Vaigniglia, Ovale calabrese, Navel e altri di minor valore, Alle sanguigne (varietà a polpa rossa) : tarocco, tarocchino, sanguinello e vaccaro.

L' arancio cresce bene in terreni sciolti. Necessita di buone letamazioni e di concimi a base di azoto, fosforo e potassio da effettuarsi annualmente. Altro elemento importante è l' irrigazione che nei periodi critici va somministrata in misure importanti ogni 20 giorni. La messa a dimora si effettua ad ottobre inoltrato: può essere eseguita sia a radice nuda che con il pane di terra.

La moltiplicazione può avvenire sia per seme ( vedi limone ) o per innesto; il portainnesto più comunemente usato è, oltre all' arancio stesso l' arancio amaro (citrus aurantium)

così chiamato per la polpa amara e acida che produce i suoi frutti. Si innesta a gemma dormiente in estate.

Per quanto riguarda la potatura di formazione l' arancio si avvicina moltissimo a quella del limone,

e comunque preferibile adottare quella a globo ( specie di vaso con branchie all'interno della chioma. Per la potatura di produzione ci limiteremo all'eliminazione dei succhioni e al taglio dei rami secchi.

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