Anguria. (Citrillus volgaris) Fam. Cucurbitacee

Anguria. Citrillus volgaris
Anguria. Citrillus volgaris

 

 

 L'anguria è un' ortaggio tipico delle zone temperate calde richiede un terreno di medio impasto, ben strutturato e provvisto di un buon drenaggio. Ottimi risultati si ottengono in terreni semi sabbiosi se si dispone di un notevole quantitativo di acqua. Il PH ottimale è tra il 5,5 e 6,5. Presentando l'anguria una elevata esigenza nutritiva è consigliabile un apporto sostanzioso di concime in misura di un cucchiaio raso di ternario a lenta cessione da interrare a 30-40 cm dalla pianta per non danneggiare le radici. Considerando la pacciamatura elemento importantissimo per questo tipo di piantagione le annaffiature verranno effettuate con impianto a manichetta installato precedentemente, con una frequenza di 2-3 volte la settimana, ed eliminandole del tutto in prossimità della maturazione per non provocare la spaccatura dei frutti. Per controllare la diffusione di fitopatie è bene evitare di ripetere sullo stesso appezzamento la coltivazione dell'anguria per almeno tre anni. La semina si effettua in pieno campo a fine marzo inizio aprile interrando 3-4- semi a buchetta e coprendo con 3-4 cm di terriccio ben sminuzzato. Per il sesto d'impianto ci manterremo su una distanza di 175-200 cm tra le file e 100-200 sulla fila. Dopo che le piantine hanno emesso la 4-5 foglia vera si procede con il diradamento, lasciando una sola foglia per postarella. Per non danneggiare le radici della piantina che rimarrà usiamo un coltello ben affilato per recidere il gambo delle altre. Negli orti familiari è d'uso la pratica della potatura che consiste nella cimatura del tralcio principale dopo la 3a e la 4a foglia, per stimolare l'emissione di fiori femminili sui tralci secondari. Quattro saranno i frutti da lasciare tra i più vicini al colletto.