Irrigazione in pieno campo

L'olivo è una pianta arido resistente:  predilige gli ambienti aridi mentre teme l'umidità eccessiva, tranne che in primavera, in corrispondenza della massima attività vegetativa. Ideali sono i terreni calcarei e asciutti, ma si possono avere buone produzioni anche nei terreni argillosi, se ben drenati, e in quelli sabbiosi, a patto che siano sufficientemente irrigati.

L’olivo, infatti, è una specie in grado di avvantaggiarsi enormemente di apporti idrici effettuati con sistemi di microirrigazione.

Nelle zone mediterranee di diffusione dell’olivo sovente l’acqua rappresenta il fattore limitante per l’ottenimento di produzioni quantitativamente e qualitativamente più elevate.  Per produrre un kg di sostanza organica l’olivo necessita di circa 250 litri d’acqua, e considerando una produzione di sostanza organica per pianta (rami, foglie, frutti e radici) di 35 kg, ne deriva un fabbisogno idrico stagionale per pianta di 8.750 litri; suddividendo questa quantità di acqua per i 7 mesi in cui la pianta è in attività vegetativa (da Marzo-Aprile fino a Settembre-Ottobre) otteniamo il fabbisogno idrico giornaliero medio di 42 Lt per pianta (8.750 Lt : 210 gg). Se questo fabbisogno viene garantito in molte zone nei momenti di maggio, giugno e settembre dalle precipitazione e dalla riserva d’acqua del terreno creatasi nel periodo invernale e primaverile, in mesi quali luglio e agosto, quando le precipitazioni sono scarse o quasi assenti e la riserva del suolo si è esaurita, ci sono forti probabilità che l’olivo sia sottoposto a stress idrici. In questo periodo, inoltre, le alte temperature aumentano notevolmente l’avapotraspirazione delle piante determinando un innalzamento del fabbisogno idrico giornaliero che in questi periodi supera considerevolmente i 42 Lt a pianta.

Inoltre i mesi più caldi in cui si riscontra un deficit nell’apporto idrico coincidono con la fase di allegagione e formazione dei frutticini e al loro accrescimento e maturazione, fasi nelle quali si rende necessaria un’irrigazione di “soccorso” per contribuire ad ottenere rese più elevate conservando e migliorando le caratteristiche qualitative.

I benefici derivanti dalla presenza di un impianto irriguo nell’oliveto sono quindi molteplici e vanno dalla riduzione del fenomeno dell’alternanza produttiva, all’incremento delle produzioni 

medie, alla promozione dello sviluppo vegetativo, alla possibilità di diradare gli interventi di potatura, all’infittimento dei sesti e inoltre contribuisce ad esaltare i profili sensoriali dell’olio.

Per quel che concerne le soluzioni impiantistiche e di materiali utilizzati esistono differenti possibilità. Il sistema classico prevede l’utilizzo digocciolatori autocompensanti (da 4 a 8 l/h) inseriti sul tubo in polietilene a distanze che variano in funzione del tipo di impianto e delle caratteristiche del terreno.  Il sistema più avanzato prevede invece l’utilizzo di un’ala gocciolante con gocciolatore integrato autocompensante a distanze prefissate e portate da 1,6, 2,3 e 3,5 l/h che devono essere valutate caso per caso in relazione al tipo di terreno su cui si opera ed al sesto di impianto; questa puo’ essere posizionata su di un filo di ferro o appoggiata sul terreno a seconda del tipo di gestione del suolo che si prevede. Un’altra soluzione per l’applicazione dei sistemi a goccia con ala gocciolante integrata è rappresentata dall’interramento del tubo. La subirrigazione o SDI (acronimo di Subsurface Drip Irrigation) che prevede l’interramento dell’ala ad una profondità che

varia tra i 30-40 cm e ad una distanza dal fusto che varia dai 50-120 cm. La profondità d’interramento è legata alla posizione dell’apparato radicale attivo dell’olivo. 

Con la subirrigazione possiamo riscontrare numerosi vantaggi tra i quali la riduzione delle erbe infestanti, dovuta al fatto che il terreno resta meno bagnato in superficie, con conseguente riduzione dei costi di diserbo. La bagnatura effettiva dell’apparato radicale permette di ottimizzare anche lafertirrigazione, di ridurre i problemi di compattamento del terreno, rispetto all’aspersione, con mantenimento strutturale.

Con l’impianto installato sottoterra, si possono evitare i danni meccanici all’impianto dovuti a persone, macchine agricole, attrezzature, operatori di campo o possibili atti vandalici, semplificando inoltre le manovre dei macchinari agricoli in campo, con contestuale riduzione della manodopera, dato che non necessitiamo di nessuna operazione di posa e recupero annuale, ed incremento della durata delle attrezzature di irrigazione, dato che il polietilene ha come antagonista principale proprio la luce solare. 

Per un corretto funzionamento dell’impianto irriguo, in condizioni di ala interrata, NETAFIM ha realizzato un’ala gocciolante integrale auto compensante (UNIRAM AS) con Sistema Antisifone  che previene l’aspirazione delle impurità nell’ala gocciolante e specifiche barriere anti intrusione radici, in grado di garantire la stessa uniformità di distribuzione dell’acqua anche su terreni in pendenza. 

La capacità di autocompensazione(caratteristica che consente di erogare la stessa portata al gocciolatore al variare della pressione entro un certo intervallo) va da 5 a 40 metri di colonna acqua. Il labirinto TurboNet con il sistema di autoregolazione della portata, e le ampie sezioni trasversali di filtrazione, assicurano ampi passaggi d'acqua garantendo un'ottima resistenza all'occlusione anche con acque di bassa qualità. L'ampia camera di separazione tra labirinto e foro di uscita e la barriera fisica all'ingresso della camera d'autocompensazione migliorano laresistenza all'intrusione da parte delle radici nel gocciolatore.

Si consiglia, generalmente, di usare portate da 1,6-2,3 litri/ora con distanza tra i gocciolatori di 60-80cm. Questi gli accorgimenti tecnici principali che consentono di operare in sicurezza con la subirrigazione. Le pratiche di manutenzione e la verifica delle portate di settore consentono di monitorare che tutto funzioni come previsto. Il livello tecnico raggiunto nella realizzazione degli impianti di irrigazione in subirrigazione è molto alto e in questo modo si può innalzare ulteriormente l’efficienza del reintegro idrico attestandosi attorno al 95%. 

Concludendo, la subirrigazione, con interramento dell’ala gocciolante (con tecnologia antisifone) lungo una o due file parallele al filare degli olivi, non ostacola le lavorazioni del terreno o quelle incrociate, è il sistema con la maggiore efficienza di restituzione, fornisce una buona dispersione idrica nel terreno e contribuisce al mantenimento, se non al miglioramento, della struttura del terreno stesso riducendo la necessità di continue lavorazioni.