Felce aquilina  (Pteridium aquilinum)

Felce aquilina
Felce aquilina

 

 

La felce aquilina (Pteridium aquilinum) appartiene come l’equiseto e le altre felci alla divisione della Pteridophyta, un gruppo di piante antichissime apparse sulla terra alcune centinaia di milioni di anni fa durante l’era geologica del Devoniano. La felce in questione è un’erbacea perenne che può raggiungere i 3 metri di altezza ed è contraddistinta da grandi foglie di forma triangolare e completamente dentellate, sorrette da piccioli ritti e duri che sbucano da un rizoma strisciante. Cresce abbondante in terreni umidi, in prevalenza silicei, in zone boschive ma anche nell’incolto e nei pascoli e per questo viene da molti ritenuta alla stregua di una infestante; è una pianta molto ricca di potassio, fosforo, azoto e magnesio.

Come antiparassitario la felce aquilina agisce come repellente e per contatto contro gli afidi in modo efficace ma trova applicazione anche contro le cocciniglie e per combattere alcuni tipi di ruggine. Durante il periodo che va da giugno a settembre vengono raccolte solo le parti aeree della pianta e poste in un contenitore a macerare per 3 giorni: le dosi consigliate sono di 1 kg di pianta fresca (o di 100 grammi di pianta essiccata) per ogni 10 litri di acqua. Una volta ottenuto il macerato lo si deve diluire dieci volte e può essere utilizzato spruzzandolo sulla pianta e direttamente a contatto dei parassiti. Per sfruttare la sua azione antimicotica va impiegato durante la tarda primavera, non diluito, sulle piante e sul suolo a loro contiguo.

La felce aquilina è efficace anche usata per la pacciamatura delle aiuole: il forte odore emanato dalle sue foglie tiene lontane le limacce dalle nostre piante.