Albicocco (Prunus armeniaca) Fam. Rosacee

  

Si presenta come albero che allo stato selvatico può raggiungere i 12-13 metri di altezza, con la chioma ad ombrello.

Tronco ricoperto da corteccia di colore marrone-rossastra.

Rami sottili quelli più giovani e di colore rossastro.

Foglie di un bel colore verde vivace sono ellittiche, con punta acuminata, bordo seghettato e picciolo rosso violaceo.

Fiori sono singoli situati all’attaccatura delle foglie. Hanno 5 petali e sepali, ed il colore può variare dal bianco puro ad un lieve rosato. La fioritura può durare 25-30gg da fine febbraio a fine marzo.

L’impollinazione normalmente è entomofila e incrociata. Molte varietà non sono autofertili e possono richiedere impollinatori.

La pianta in se non patisce il freddo e sopporta temperature davvero rigide, tuttavia fiorisce molto presto rispetto a quasi tutti gli alberi da frutto e questo rende la produzione di albicocche vulnerabile alle gelate tardive primaverili.

Il frutto, detto drupa, può assumere forme diverse: rotonda, ovale o

schiacciata lungo il proprio asse, una dimensione tra i 3,5 e i 6 cm, con la buccia di aspetto vellutato con sfumature di colore che varia dal giallo all’arancio fino al rosso intenso a seconda delle cultivar. Presenta un seme singolo simile ad una mandorla

L’albicocco, a seconda delle cultivar fruttifica sui dardi fioriferi che si formano su rami di due o più anni, su rami misti, talvolta su corti brindilli, su rami anticipati che frequente si formano alla ripresa vegetativa di fine estate sulla parte apicale dei rami misti o dei succhioni vigorosi. I frutti di migliore pezzatura e qualità si raccolgono sui dardi, e in particolare su quelli giovani.

La potatura avviene in due epoche, a fine inverno dopo le gelate (potatura invernale), da fine maggio a tutto settembre per riordinare la pianta (potatura verde).

L’albicocco si adatta a molti ambienti grazie a specifiche combinazioni portinnesto /cultivar. Le forme di allevamento più diffuse sono : il vaso a 3 branche, vaso semi libero a 4-5 branche, fusetto, palmetta.

L‘irrigazione, spesso assente, è comunque necessaria in maggio- settembre. La riproduzione si ottiene per innesto:

 

Varietà

 

Di albicocco esistono molte varietà e cultivar che si sono diffuse in molti anni di coltivazione. Ne esistono sia di varietà locali e regionali poco conosciute che di fama nazionale conosciute e diffuse in molte regioni. Di seguito un elenco di quelle più diffuse:

San Francesco Ananassa Abate Aurora Laycot Hargrand Precoce diImola Monaco Nennella Setacciara Tonda di Castigliole Robada Boccuccia Cafona Camino Don Gaetano

Differiscono tra loro per la colorazione dei frutti, la dolcezza, l’epoca di maturazione e la pezzatura.

 

Periodo di impianto dell’Albicocco

 

Le piante di albicocco possono essere messe a dimora alla fine del periodo autunnale o se il tempo lo permette anche in inverno scegliendo un periodo di bel tempo.

Esigenze colturali

La pianta per vegetare al meglio necessita obbligatoriamente di una totale esposizione al sole, soltanto in questo modo si può avere un buon sviluppo della chioma e una completa maturazione dei frutti. Deve essere scelto però un luogo abbastanza riparato dai venti, nel periodo invernale infatti le piante su portainnesto debole potrebbero venire danneggiate dalle intemperie.

L’albicocco come accennato all’inizio è abbastanza rustico, riesce infatti nel periodo di riposo vegetativo a tollerare temperature di -10 / -15 gradi senza riportare alcun danno. Il discorso è un po’ diverso quando nella fase di ripresa vegetativa si presentano delle gelate improvvise. Questi episodi infatti sono molto pericolosi per la pianta che nella maggior parte dei casi manifesta un ritardo o un blocco della crescita. Importante quindi è anche il luogo scelto per l’impianto, evitare zone dove sono frequenti gelate tardive e territori molto umidi, condizione che agevola molto la presenza di parassiti fungini.

La necessità di calore è quindi un fattore primario che determina il completo sviluppo dei frutti. Allo stesso modo è importante anche il periodo di vernalizzazione che in media corrisponde ad un intervallo che va dalle 350 alle 900 ore. In questo periodo la temperatura deve essere necessariamente al disotto dei 7 gradi.

Terreno per l’Albicocco

Per quanto riguarda la tipologia di terreno più adatto bisogna tenere a mente che un adeguato grado di pH del terreno può influenzare di molto la resa della coltura. Valori ideali di pH si aggirano intorno a 7 – 8,5. Sono da evitare comunque i terreni eccessivamente calcarei e quelli troppo sabbiosi.

Esattamente come per altre piante da frutto è necessario assicurare un buon drenaggio del terreno. Se ci si trova su un territorio dove piove molto è necessario valutare attentamente le operazioni da fare per agevolare lo sgrondo delle acque, se necessario quindi dovranno essere realizzati dei canali di scolo e si dovrà provvedere a fornire un buon strato drenante in modo da far defluire l’acqua in eccesso evitando in tutti i modi i ristagni idrici.

Accorgimenti colturali

Non sempre sono necessari ma a volte possono rivelarsi utili gli interventi di diradamento dei frutticini da effettuarsi dopo la cascola naturale dei frutti che in genere avviene in maggio. Questa operazione è necessaria per vari motivi, quello primario e più importante è assicurare la maturazione dei frutti sani, secondariamente l’operazione permette di eliminare frutti deformi, malati ed esteriormente non rispondenti ai canoni per la vendita sul mercato. Quest’ultimo punto non interessa i piccoli coltivatori che possono lasciare maturare anche quei frutti imperfetti.

Un altro motivo che spinge l’allevatore al diradamento dei frutti è alleggerire i rami dall’eccessivo carico che potrebbe danneggiare le ramificazioni, in questo caso una pratica molto diffusa è la legatura e la dotazione di pali di sostegno esterni.

Per evitare il fenomeno dell’alternanza di produzione si può attuare la tecnica del diradamento dei bottoni fiorali. Questa tecnica andrebbe praticata soltanto sulle varietà e le cultivar che mostrano in modo accentuato l’alternanza, mentre andrebbe evitato sulle altre piante. Il diradamento dei bottoni fiorali richiede l’eliminazione di parte dei fiori scegliendoli in modo uniforme lungo i rami.

 Irrigazione

Durante la fase di sviluppo della pianta ovvero dal momento della messa a dimora e almeno per il primo anno di coltivazione si dovranno aiutare i nuovi impianti con l’apporto costante di acqua. Le piante adulte e soprattutto quelle su portainnesti vigorosi possono ricevere meno cure al riguardo, è comunque necessario valutare caso per caso le necessita idriche.

Per i grandi frutteti l’irrigazione è uno dei lavori primari da effettuare, è consigliata la lettura della sezione lavori nel frutteto mese per mese in modo da sapere almeno orientativamente quando è necessario un apporto di acqua per questa pianta.

C’è inoltre da sottolineare un aspetto importante che riguarda le innaffiature durante il periodo diinvaiatura dei frutti. In questa fase è necessario sospendere le irrigazioni fino al periodo di raccolta in modo da permettere una maggiore concentrazione di zuccheri nel frutto e limitare il pericolo di diffusione di malattie fungine su di essi.

Concimazione

Per le piante appena messe a dimora si provvede ad incorporare una certa quantità di letame maturo in genere 30-40 kg da sistemare ai lati della buca, altrimenti se si vuole formare un nuovo frutteto le concimazioni vanno fatte al momento della lavorazione di fondo.

Annualmente le piante di albicocco possono ricevere una fertilizzazione distribuendo per ogni pianta circa 1,5 kg di solfato di ammonio oppure di urea tecnica in dosi di 500 g e solfato di potassio in dosi di 500 g. Ogni due anni si può somministrare una dose di 500 g per pianta di perfosfato minerale.

 

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