Le barbatelle innestate

Descrivere cosa siano le barbatelle di vite innestate, in apparenza, potrebbe sembrare semplice! Basterebbe scrivere: tralcio (o meglio talea) di vite innestata soggetta a particolare lavorazione della quale viene stimolata l’emissione di radici, la cosiddetta barbada cui deriva appunto il termine barbatella.

In realtà i viticoltori e, soprattutto, i vivai che producono barbatelle sanno che c’è molto di più di una semplice descrizione … dietro c’è molto altro: impegno, tecnica ed esperienza.

Perché si innestano le barbatelle?

Per rispondere dobbiamo fare un salto nel passato. Siamo intorno al 1850 quando in Europa comparve la fillossera. Questo temibile insetto provoca gravissimi danni all’apparato radicale della vite portandola alla morte nel giro di pochi anni. La sua aggressività unita all’impreparazione dei vignaioli dell’epoca, facilitò la propagazione della fillossera in tutto il continente.

Dopo anni di studi e tentativi si trovò la soluzione per poter continuare a coltivare la vitein Europa: si cominciò a produrre barbatelle innestate composte da portinnesti (la parte inferiore con le radici) di origine americana resistenti alla fillossera e nesti (detti anche marze) europei (cioè la parte superiore con la chioma). Questo rappresenta ancora oggi il metodo più efficace per ottenere vitigni resistenti all’insetto.

Produzione di barbatelle di vite

Tutto comincia con la coltivazione delle piante madri dalle quali si ricavano i portinnesti. Fin da questo primo stadio vi è la massima cura dell’impianto del vigneto, in termini fitosanitari, al fine di produrre materiale con caratteristiche di sanità elevate, ben lignificato e di diametro adatto per gli innesti.

I tralci dei portinnesti e delle marze legnose vengono raccolti nel periodo invernale e posti in ambienti che ne assicurino una buona conservazione fino alla lavorazione.

I portinnesti vengono tagliati a spezzoni di 30 cm circa mantenendo nella parte basale un nodo, e raccolti in fasci con la propria etichetta indicante la varietà ed il clone.

I tralci che forniscono le gemme da innesto vengono ulteriormente selezionati eliminando quelli danneggiati o non ben lignificati. Vengono quindi tagliati mantenendo una gemma per marza e tenendo solamente quelle con diametro adatto (da 6 a 14 mm). Subito dopo il taglio vengono poste in sacchi con la loro etichetta descrittiva e conservate in celle frigo fino all’innesto.

Innesto della vite

L’innesto viene eseguito nei mesi di febbraio-marzo utilizzando appositi strumenti che eseguono perfettamente l’inserzione delle due parti. Gli innesti più utilizzati sono quelli ad omega o incastro che consentono un’ottima adesione delle superfici di contatto. Gli innesti talea così ottenuti vengono quindi paraffinati per proteggere la zona di sutura.

Forzatura barbatelle

Successivamente il materiale viene sistemato in casse e sottoposte a forzatura in acqua(oppure segatura). La forzatura consiste nel tenere le casse in locali in atmosfera controllata (30 °C circa, umidità 95%) per un periodo variabile tra i 15 e 25 gg. Queste condizioni favoriscono lo sviluppo del callo di cicatrizzazione nel punto d’innesto che deve essere più regolare possibile. In questa fase inizia anche lo sviluppo della gemma con emissione del germoglio.

Forzatura delle barbatelle di vite con Bio Aksxter®

Le barbatelle vengono poi lasciate nei cassoni per circa 10-15 gg. E’ la fase di rinverdimento ed acclimatamento. Dopo una necessaria cernita del materiale ottenuto e la verifica dell’avvenuta cicatrizzazione del callo si procede con la messa a dimora in vivaio delle barbatelle.

Vivai di barbatelle di vite innestate

In vivaio avviene un controllo accurato delle barbatelle per verificare la corrispondenza varietale e la presenza di eventuali malattie. Per assicurare alla vegetazione un portamento eretto e per rafforzare lo sviluppo dei tralci, vengono effettuate diversepotature.

Vengono, inoltre, normalmente effettuati diversi trattamenti fitosanitari contro la peronospora, oidio, botrite e flavescenza dorata.

Durante l’autunno quando i tralci sono ben lignificati, si procede all’espianto delle barbatelle. I fasci di barbatelle, accuratamente etichettati, vengono quindi conservati in ambienti freschi e umidi. Si procede, quindi, alla cernita del materiale verificando la saldatura dell’innesto e la corretta distribuzione dell’apparato radicale; avviene quindi un’ulteriore paraffinatura solitamente di colore verde.

Le barbatelle sono ora pronte per la commercializzazione!

Scopri come migliorare la qualità dell’intera filiera produttiva (piante madri, forzatura, vivaio) delle barbatelle innestate e della loro coltivazione con l’impiego di Bio Aksxter®. Te lo spieghiamo qui : “Produzione di barbatelle di vite: forzatura e allevamento in vivaio”

 

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