La radice

La radice è l'organo della vite che svolge funzione di ancoraggio al suolo e di assorbimento di acqua e delle sostanze nutritive necessarie. In essa si accumulano molte sostanze di riserva che verranno utilizzate dalla pianta al momento del risveglio vegetativo.

La profondità e l'espansione radicale di una pianta di vite dipendono da molti fattori: portinnesto, varietà innestata, clima, tessitura del terreno, forma di allevamento... Le piante di vite che derivano da barbatella o talea avranno un apparato radicale di tipo fascicolato, in quanto derivante dalla formazione di radici avventizie; al contrario, una pianta di vite che deriva da seme avrà un apparato radicale fittonante. In generale, l'apparato radicale è contenuto entro un metro di profondità e si sviluppa lateralmente fino a 4-5 metri.

Nella maggior parte dei vitigni coltivati, l'apparato radicale della pianta è fornito da un portinnesto, anche se esistono varietà di vite che sono dette franche di piede, cioè con radici proprie: l'utilizzo o meno del portinnesto dipende, oltre che dalla varietà, anche dalle caratteristiche edafiche e climatiche e dalla capacità di resistere alla fillosera.

Il fusto, il tralcio e il germoglio

Il fusto è l'organo epigeo centrale per la pianta, in quanto su di esso sono portate le branche, i tralci, i germogli e quindi foglie e grappoli. E' caratterizzato da una struttura legnosa di due o più anni ed è rivestito da una corteccia, il ritidoma, che si può staccare a strisce longitudinali. La zona del fusto a contatto con il terreno è detta pedale.

Dal tronco dipartono, a una determinata altezza, due o più branche (a seconda della forma di allevamento), rami di due o più anni lignificati, che a loro volta portano i tralci.

I tralci sono i rami di un anno che hanno subito il processo di agostamento, cioè il processo di lignificazione. Ogni tralcio è costituito da nodi e internodi.

Le ramificazioni dell'annata, che si originano dai nodi sui tralci e sono ancora in fase erbacea, sono dette germogli, e sono formati anch'essi da nodi e internodi; in particolare, dal secondo e terzo nodo, cominciano a formarsi, in posizione opposta alle foglie, grappoli o viticci. In particolare, è bene distinguere i germogli detti femminelle, cioè germogli che si sviluppano nella stessa stagione in cui si sono formate le gemme pronte da cui traggono origine, dai germogli fruttiferi, formatisi cioè da gemme ibernanti. Un altro tipo di germoglio sono i polloni, cioè germogli che si originano dal pedale della pianta.                                         continua ------>