Gli agrumi in vaso

Una pianta di agrumi in giardino è sempre un bel vedere, è una pianta generosa che sa regalarvi oltre che a dei bellissimi frutti, una splendida e profumatissima fioritura difiori bianchi che sbocciano a primavera e inizio estate. Procuratevi da un fornitore di fiducia una bella pianta di limoni, non importa che sia grandissima, questa sarà già pronta per affrontare il primo anno nel vostro giardino, posizioniamola in un luogo all’esterno dell’abitazione dove ricevano per più tempo la luce del Sole e, soprattutto durante la bella stagione, assicuratevi che la pianta sia esposta alla luce per almeno 6-8 ore al giorno. Bisogna poi proteggere la pianta anche dal vento e dalle correnti d’aria. Per questo è preferibile metterla vicino alle pareti esterne dell’abitazione, lungo i lati soleggiati. Negli agrumi la fruttificazione avviene sui rami dell’anno precedente e l’accrescimento dei rami si verifica normalmente in tre periodi: primavera, inizio estate e autunno. L’induzione fiorale delle gemme comincia durante il periodo di riposo invernale, mentre il massimo contenuto di sostanze di riserva nelle foglie e nei rami lo si ha nei mesi di febbraio e marzo. L’ allegagione dei fiori è in funzione della quantità di sostanze di riserva presenti nella pianta. La potatura, dunque, non andrebbe mai eseguita in febbraio e marzo, quando si ha l’accumulo delle sostanze di riserva. E vanno ugualmente evitati i periodi in cui le temperature sono molto basse o molto alte. Non bisogna esagerare con le potature, limitandosi solo ad alleggerire la pianta specialmente nella parte centrale ed eliminare i rametti morti o deboli. La pianta va innaffiata regolarmente, evitando però che si formino ristagni d’acqua. Svuotate quindi il sottovaso e riempite il terriccio di palline di argilla espansa. Innaffiate, quindi, la pianta ogni giorno, facendo in modo che la terra sia sempre umida, ma non troppo bagnata.

Durante il periodo della fioritura e della formazione dei frutti, dovrete aumentare l’intensità dell’annaffiamento, perché la pianta avrà bisogno di più acqua. La presenza di foglie gialle indica insufficienza di acqua, quindi regolatevi di conseguenza. La concimazione prevede la distribuzione di azoto, fosforo e potassio. Soprattutto, nel periodo in cui i frutti maturano, ma anche negli altri momenti dell’anno e, soprattutto, in primavera. I concimi, quindi, devono contenere gli elementi essenziali di cui questa pianta ha bisogno e associare i composti di origine animale o vegetale a quelli di origine minerale, come il ferro, lo zinco, il rame, il manganese e il molibdeno.

Ogni tanto, la pianta di limoni ha bisogno di essere rinvasata in un recipiente più grande che permetta lo sviluppo delle radici e, di conseguenza, delle piante. Il rinvaso, inoltre, è importante perché con esso avviene anche un cambio di terra, che risulta più fresca e piena di sostanze nutritive buone per lo sviluppo della pianta.

Il momento migliore per il rinvaso è verso la fine della primavera e l’inizio dell’estate: a giugno. Se la pianta è giovane, l’operazione va ripetuta ogni due o tre anni, se adulta, va bene farlo anche ogni quattro. Non comprate vasi eccessivamente grandi: il rinvaso definitivo avviene quando comprerete un vaso di70/80 centimetri di diametro.

In inverno, quando inizia a fare freddo, è bene proteggere la pianta per ripararla dalle gelate. Si può mettere sotto a un tettoia o chiuderla in una vera e propria serra. Tuttavia, sarà bene esporla a Sud, per fare in modo che prenda più luce possibile. Da evitare gli interni riscaldati e secchi: a questa pianta serve l’umidità. Le piante più giovani possono essere collocate dentro l’abitazione, verso l’ingresso o in una taverna, comunque in un luogo dove la temperatura non scenda mai sotto i 12°C. Un altro modo per riparare i limoni è quello di mettere delle coperture di tela apposite Negli agrumi la fruttificazione avviene sui rami dell’anno precedente e l’accrescimento dei rami si verifica normalmente in tre periodi: primavera, inizio estate e autunno. L’induzione fiorale delle gemme comincia durante il periodo di riposo invernale, mentre il massimo contenuto di sostanze di riserva nelle foglie e nei rami lo si ha nei mesi di febbraio e marzo. L’ allegagione dei fiori è in funzione della quantità di sostanze di riserva presenti nella pianta. La potatura, dunque, non andrebbe mai eseguita in febbraio e marzo, quando si ha l’accumulo delle sostanze di riserva. E vanno ugualmente evitati i periodi in cui le temperature sono molto basse o molto alte. Non bisogna esagerare con le potature, limitandosi solo ad alleggerire la chioma eliminando i rami secchi, rotti o debilitati dopo che hanno già fiorito o quelli curvi verso il basso. I succhioni, cioè i lunghi rami privi di frutti, vanno eliminati quando provengono dalla parte basale delle branche più grosse, mentre per quelli situati nelle zone più periferiche della chioma ci si può limitare alla spuntatura.

In alcune specie, come nel mandarino o nelle clementine, si osserva un certo affastellamento dei germogli: li si deve quindi diradare per far sì che i rametti siano correttamente distanziati. Su questa specie, la potatura dovrebbe essere effettuata tutti gli anni, per evitare l’alternanza di produzione; per altre specie, come l’arancio, il turno di potatura può invece essere pluriennale. Nella fase giovanile di allevamento i tagli sono da evitare il più possibile, per non ritardare l’entrata in produzione, procedendo eventualmente alla sola asportazione dei secchioni. E anche sulle piante adulte non si deve intervenire troppo severamente per non alterare il rapporto tra vegetazione e produzione: tagli eccessivi favoriscono infatti la vegetazione a scapito della formazione dei frutti. Le potature sono invece necessarie quando si verificano attacchi parassitari da cocciniglie e quando l’altezza della pianta non permette più un’agevole raccolta.