Quando innaffiare gli agrumi in vaso ?

 

 

È forse la tecnica più difficile perché l'irrigazione delle piante in vaso è soggetta ad una grande quantità di variabili e solo l'occhio attento di chi le segue può capire quando hanno bisogno di acqua. Molte persone, soprattutto coloro che, dovendo tenere le piante su terrazzi in pieno sole, hanno avuto esperienze negative, ritengono di non essere in grado di coltivare agrumi.

In realtà gli agrumi sono originari, in generale, di zone molto calde e siccitose, quindi non è sicuramente questo il problema: tutto sta nell'adeguare la quantità di acqua alla necessità della pianta.

Le ore di esposizione in pieno sole, il rapporto fra la grandezza del vaso e quella della pianta, la quantità di frutti, il tipo di zona (umida o ventilata) e naturalmente i periodi stagionali impongono quantità e frequenze differenti di irrigazione; indicativamente in estate può essere necessario irrigare tutti i giorni o anche due volte al giorno, mentre in inverno può bastare una volta alla settimana o anche meno. Una pratica utile per capire se c'è necessità di acqua è quella di rimuovere un piccolo strato superficiale di terra e verificare se il terriccio al di sotto è ancora umido.

L'osservazione delle foglie è indicativa dello stato idrico della pianta: tutto bene se alla sera sono turgide e distese, attenzione invece quando queste tendono ad appassire ed accartocciarsi: è sintomo dell'inizio di una condizione di stress idrico; non intervenendo rapidamente, si rischia, entro breve tempo, la caduta delle foglie. È da considerare anche la quantità e la qualità dell'acqua: infatti ogni irrigazione deve essere proporzionata alla grandezza del vaso (indicativamente si passa da 3-4 litri circa per vasi di diametro di 30-35 cm per arrivare a 30-35 litri per vasi da 60-70 cm) e l'acqua, meglio se piovana, non deve essere troppo fredda per non "gelare" le radici. L'acqua di acquedotto è molto clorata e quindi, prima di distribuirla alle piante, è indispensabile lasciarla per ventiquattro ore in recipienti aperti per permettere l'evaporazione del cloro.

L'uscita dell'acqua dal fondo del vaso non vuol dire necessariamente che il terriccio abbia raggiunto la saturazione idrica; può essere vero se si tiene la zolla sempre con il giusto grado di umidità,ma quando questa si secca troppo tende a restringersi lasciando spazio fra terriccio e vaso; la prima acqua che si versa se ne va dritta verso il fondo ed esce dopo poco dal foro di drenaggio. In tal caso è utile ripetere l'irrigazione a distanza di alcuni minuti anche per 2-3 volte. Per questo un breve anche se intenso acquazzone estivo raramente è sufficiente a soddisfare l'esigenza della pianta.

Nei casi in cui non è possibile annaffiare regolarmente le piante, è bene garantire loro una sorgente di approvvigionamento idrico in grado di assicurarne la sopravvivenza.

Fra i metodi più semplici possiamo consigliare di riempire di acqua un comune recipiente dove potremo immergere il vaso con la pianta, facendo attenzione che il livello dell'acqua non superi 1/4 dell'altezza del vaso.

Questo metodo è ovviamente realizzabile solo quando ci troviamo di fronte a vasi di piccole o medie dimensioni ed è una pratica di emergenza sufficiente a garantire una disponibilità idrica per 3-4 giorni; ma, appena possibile, è importante rialzare il vaso permettendogli di sgocciolare bene, per evitare rischi di asfissia e di formazioni di marciumi più o meno estesi nell'apparato radicale.

Per i vasi di grandi dimensioni, il cui sollevamento risulterebbe difficoltoso, sarebbe più opportuno installare un impianto di irrigazione a goccia con temporizzatore. Esistono in commercio impianti di facile programmazione e a costi contenuti.

Per una corretta irrigazione è indispensabile un frequente controllo delle condizioni delle piante, sia con osservazione della vegetazione, sia con verifiche dell'umidità del terreno. Come regola è importante che la quantità d'acqua distribuita sia sufficiente ad inumidire tutta la zolla. Meglio poche ma abbondanti irrigazioni che irrigazioni scarse e frequenti.

                                                                         

 

 

 

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