Le principali specie di agrumi coltivate


Arancio dolce (Citrus sinensis) Fam. rutaceae


Arancio  dolce (Citrus sinensis)
Arancio dolce (Citrus sinensis)

L'arancio, di origine cinese, è la specie di maggior importanza tra quelle comprese nel gruppo degli agrumi. In Italia è largamente coltivato in Sicilia, in Calabria e in Campania.

E' una pianta tipica degli ambienti temperato-caldi e tropicali, non sopporta le basse temperature.

Nelle altri parti d' Italia l' arancio come il limone viene coltivato in vaso che durante l' inverno viene trasferito  in ambiente protetto: in questo contesto le piante possono produrre frutti che hanno più che altro un valore ornamentale e vengono di solito lasciati sulle piante.

L' arancio può raggiungere gli 8 metri di altezza e un ampiezza della chioma di 4-5 metri.

E' un albero sempreverde di dimensioni medie e chioma abbastanza compatta, di forma quasi conica. I rami sono talvolta spinosi; le foglie sono di media grandezza, verde scuro, ovate o ovato ellittiche appuntate.

I fiori sono riuniti in racemi ascellari in numero massimo di sei, sono molto profumati, hanno una corolla formata da 5 petali bianchi e numerosi stami; vengono chiamati zagare. L'arancio ha un unica fioritura in marzo-aprile. I frutti sono bacche particolari ( espiridio ), divise in spicchi, con pericarpo giallo-arancio al momento della maturazione, ricco di oli essenziali; la polpa dei frutti è sugosa, ricca di zuccheri e di acidi organici di colore giallo-arancio o rosso scuro. Le varietà di arancio si suddividono in due gruppi in base al colore della polpa dei frutti. Arance “bionde” o “sanguigne” al primo gruppo appartengono Vaigniglia, Ovale calabrese, Navel e altri di minor valore, Alle sanguigne (varietà a polpa rossa) : tarocco, tarocchino, sanguinello e vaccaro.

L' arancio cresce bene in terreni sciolti. Necessita di buone letamazioni e di concimi a base di azoto, fosforo e potassio da effettuarsi annualmente. Altro elemento importante è l' irrigazione che nei periodi critici va somministrata in misure importanti ogni 20 giorni. La messa a dimora si effettua ad ottobre inoltrato: può essere eseguita sia a radice nuda che con il pane di terra.

La moltiplicazione può avvenire sia per seme ( vedi limone ) o per innesto; il portainnesto più comunemente usato è, oltre all' arancio stesso l' arancio amaro (citrus aurantium)

così chiamato per la polpa amara e acida che produce i suoi frutti. Si innesta a gemma dormiente in estate.

Per quanto riguarda la potatura di formazione l' arancio si avvicina moltissimo a quella del limone,

e comunque preferibile adottare quella a globo ( specie di vaso con branchie all'interno della chioma. Per la potatura di produzione ci limiteremo all'eliminazione dei succhioni e al taglio dei rami secchi.


Arancio amaro (Citrus aurantium L),


 L’arancio amaro (Citrus bigaradia Loisel), detto anche arancio forte o melangolo, è un alberello dalla folta chioma appartenente alla famiglia delle Rutacee, che può raggiungere l’altezza di 6 metri. Si riconosce per la corteccia nerastra e per il legno durissimo, le foglie sempreverdi dalla forma lanceolata e i fiori bianchi, profumatissimi. I frutti dell’arancio amaro sono più piccoli di quelli dell’arancio comune, hanno la superficie più rugosa, un colore più intenso e spicchi poco succosi e dal sapore amaro. Tra le curiosità di questo frutto esotico (non tutti sanno che arriva dall’India) c’è anche il fatto che venga considerato il “frutto preferito dell’elefante”. L’arancio amaro è originario dell’India, ma viene coltivato nelle regioni mediterranee, soprattutto nella Spagna meridionale, in Francia, nei dintorni di Cannes, e in Sicilia. Essendo resistente alle intemperie viene usato come porta innesto per altre varietà di agrumi.  Si riproduce per seme. Dell’arancio amaro si utilizzano le foglie, i fiori e le scorze dei frutti. Le foglie si raccolgono tutto l’anno, i fiori in aprile-maggio, i frutti in inverno. Non ha uso alimentare se non nella preparazione dei liquori e quindi se ne utilizzano i prodotti derivati reperibili in commercio. 


Arancio trifoliato (Poncirus trifoliata L.)


L'Arancio trifogliato o Ponciro è un agrume originario della Cina settentrionale e centrale. Il nome Ponciro deriva probabilmente dal francese pomme de Syrie (pomo della Siria). E' l'unico agrume a foglie decidue.

Piccolo albero a crescita rapida, ha un portamento cespuglioso irregolare.

I rami hanno normalmente lunghe spine appuntite, ma sui rami di un anno si sviluppano anche speroni privi di spine, con internodi ravvicinati. 

Presenta foglie trifogliare (una apicale più grande e due laterali più piccole, con piccioli provvisti di alette. I boccioli fiorali si formano all'inizio dell'estate ma si aprono solo la primavera seguente, prima dell'emissione delle foglie. I fiori sono singoli e di medie dimensioni. I frutti, piccoli, globosi o leggermente piriformi, hanno un colore giallo a maturazione e un sapore molto acido. E' un albero molto resistente al freddo (fino a -15°C), coltivato a scopo ornamentale e come portinnesto per altri agrumi (conferisce una buona resistenza al freddo, una elevata adattabilità ai terreni umidi, resistenza al nematode degli agrumi e alla gommosi del colletto, un'entrata precoce in produzione e una buona qualità dei frutti; molto apprezzato per le piante in vaso perché ha un effetto leggermente nanizzante e un apparato radicale superficiale). Si propaga facilmente per seme e talea.

La varietà "Monstruosa" ha rami molto contorti e spine ricurve.

E' un portinnesto in seno al quale sono stati selezionati cloni a fiori grandi e a fiori piccoli. Al secondo gruppo appartiene una selezione californiana, la Rubidoux, che può essere utilizzata solo per arancio, mandarino e pompelmo.

Incrociando l'Arancio trifogliato con alcune specie del genere Citrus sono stati ottenuti alcuni ibridi: Citrange (ibridi di Poncirus trifoliata x Citrus sinensis; Citrumeli (ibridi di Poncirus trifoliata x Citrus paradisi).


Bergamotto  ( Citrus x bergamia )


Si presenta come un albero di modesto vigore, con habitus vegetativo variabile e con rami nei quali raramente si riscontrano spine rudimentali all'ascella della foglia. 

I fiori, numerosi e bianchi, odoratissimi, con cinque petali, possono essere sia ascellari che terminali, per lo più riuniti in gruppi e sono ermafroditi. Il frutto e' simile a un’arancia, ma di colore dal verde al giallo, secondo la maturazione, ha buccia sottile e liscia e un peso che va dagli 80 ai 200 grammi. La buccia risulta molto ricca di olii essenziali. La polpa, suddivisa in 12-15 spicchi, fornisce un succo molto acido e amarognolo. I semi, in numero limitato, sono monoembrionici. Gli oli essenziali di bergamotto, in virtù della loro straordinaria fragranza, sono impiegati nella produzione industriale di profumi, dolci e liquori.

Questa essenza, grazie alla sua freschezza, rappresenta l'elemento di base per la produzione di numerose acque di colonia e cosmetici. Si coltivano tre varietà: Femminello, a rami esili e frutti lisci, Castagnaro, più vigoroso, con frutti meno sferici, un po’ rugosi, e Fantastico (circa il 75% della produzione riguarda questa varietà .


Calamondino (x Citrofortunella microcarpa )


Il Calamondino (x Citrofortunella microcarpa; Sin. x Citrof. mitis, Citrus mitis, C. madurensis), ibrido tra mandarancio (Citrus reticulata) e kumquat ovale (Fortunella margarita), è originario della Cina.

Le piante sono piccole e hanno chioma molto densa; i rami generalmente sono privi di spine (solo raramente poche piccole). Le foglie sono da ellittiche a ovate e hanno piccioli con piccole alette. Fiorisce ininterrottamente da primavera ad autunno. I fiori sono piccoli e bianchi, singoli o in coppie, all'ascella delle foglie.

I frutti (diametro fino a 3,5 cm), sferici o un po' appiattiti, sono arancio vivo. La buccia è sottile e la polpa acida (usati come i limoni).

Resiste abbastanza alle basse temperatura. Usata come pianta ornamentale per la lunga persistenza dei frutti e per la resistenza al caldo secco degli appartamenti. Ne esiste anche una varietà a foglie e frutti variegati.


Cedro (Citrus medica)


Il cedro (Citrus medica) è una specie appartenente al genere Citrus, della famiglia delle rutacee. È ritenuta una delle tre specie di agrumi da cui derivano tutti i membri del genere oggi conosciuti, assieme al pomelo ed al mandarino. La pianta è un arbusto che può raggiungere i 4 metri di altezza. I rametti giovani sono rossastri o violetti, con foglie lunghe fino a 20 cm. I fiori crescono in gruppi da tre a dodici e sono molto profumati; i boccioli sono rossastri, ma il fiore aperto è bianco. Il frutto è grande 20-30 cm, giallino, ovale o quasi rotondo, talvolta con una leggera protuberanza al peduncolo e un po' appuntito dalla parte opposta. La buccia è molto ruvida ed eccezionalmente spessa. Costituisce fino al 70% del frutto, per cui tolti pure i semi e la pellicola tra gli spicchi – solo un 25-30% del cedro è normalmente utilizzabile, anche se c'è chi mangia il frutto compreso di buccia. Va detto però che comunque questo frutto si consuma fresco assai di rado; la caratteristica peculiare del cedro è infatti quella di produrre frutti completamente dolci o completamente agri. Il cedro conta un gran numero di varietà; la varietà più diffusa in Italia è quella coltivata in Calabria, denominata cedro liscio di Diamante (di grosso taglio e profumata, destinata in gran parte alla canditura); in Sicilia è tipica quella bitorzoluta ("vozza vozza", a bassa acidità, buona per il consumo crudo), mentre in Campania se ne coltiva una molto acida, dall'albedo amarognolo, e una dolce e grossa ("sfusato"). Tra quelle straniere, è da menzionare il cedro di Corsica, il più noto a polpa dolce. 


Chinotto (Citrus myrtifolia Raf.)


Il Chinotto  è un agrume originario della Cina meridionale (da cui deriva il nome comune).

E' presente in Europa da molti secoli. Secondo alcuni studiosi è considerato una mutazione gemmaria del Citrus  aurantium. In Italia viene coltivato esclusivamente nella Riviera Ligure di Ponente.

E' un piccolo albero (fino a tre metri di altezza), compatto, con lentcrescita e privo di spine.

Le foglie ricordano quelle del Mirto (da cui il nome scientifico) e sono piccole, ellittiche, appuntite, cuoiose e color verde lucente.

I fiori sono piccoli, bianchi, molto profumati, solitari o riuniti in gruppi e in posizione ascellare o terminale.

I frutti hanno modeste dimensioni, schiacciati alle due estremità e, maturi, sono di color arancio intenso. La polpa è amara e acida e suddivisa in 8-10 segmenti.

I frutti sono utilizzati per produrre canditi, liquori, marmellate, mostarde e la classica bibita.

Viene innestato soprattutto su arancio amaro.. si presta molto bene alla coltivazione in vaso.

 


Lime (citrus x aurantifolia)


La limetta (un agrume del genere Citrus, nella famiglia delle Rutaceae. Si tratta probabilmente di un ibrido tra il cedro e il limone, ma non tutti gli esperti sono d'accordo sulla sua origine. Prevale comunque l'opinione che la limetta sia stata ottenuta con ibridazioni la limetta è un alberello di 4-5 metri di altezza. I frutti sono piccoli, ovali o rotondi, dalla buccia sottile; Le foglie sono ovali, finemente crenate, arrotondate alla base e appuntite all'apice, verde chiaro., i piccioli alati sono un po' appiattiti.

Le infiorescenze, a racemo, hanno da due a sette piccoli fiori bianchi e profumati, prodotti in diversi periodi dell'anno per raggiungere un chilogrammo di peso ne servono una trentina. Se vengono lasciati a maturare sull’albero, assumono un colore giallo fino a leggermente arancio, ma solitamente vengono colti ancora verdi, quando offrono il massimo del gusto e sono più succosi. La polpa è profumatissima e molto agra, in quanto contiene fino al 6% di acido citrico. Può fruttificare tre volte all’anno. Come detto sopra, la Citrus x aurantifolia è la sola specie di limetta, sebbene una sua varietà porti il nome di Citrus x limetta. Si tratta di una varietà molto robusta e simile al limone, ma non tanto agra e anzi di gusto assai piacevole. Fa parte delle limette dolci e viene coltivata ormai solo in Italia, dato che la produzione californiana è stata recentemente abbandonata. La Citrus x latifolia è una varietà di limetta dai frutti ovali, un po’ più grandi e molto gustosi. Al momento è l’unica varietà prodotta dagli USA, e viene coltivata in California


Limone ( Citrus limon)


il limone è una pianta arborea  che può raggiungere un altezza di 6 metri ha un portamento aperto ed i rami a frutto sono procombenti; i rami sono normalmente spinosi.

Le foglie sono alterne, ovato-lanceolate persistenti,alterne. A piccioli leggermente alati e stipole spinose. rossastre da giovani e poi verde scuro sopra e più chiare sotto, generalmente ellittiche il picciolo è leggermente alato.

I fiori, profumatissimi , possono essere solitari o appaiati , posti all'ascella delle foglie; Il bordo dei petali è violetto. I frutti sono ovali oppure oblunghi, appuntiti alle estremità. Normalmente la buccia è gialla, ma ci sono varietà variegate di verde o di bianco: ricca di olii essenziali, può essere più o meno sottile: la polpa è divisa in otto-dieci spicchi; generalmente è molto aspra e succosa: molte varietà sono prive di semi.

Il limone è una specie rifiorente. I flussi principali di fioritura sono in primavera, con la produzione dei limoni invernali, e in settembre, da cui derivano i cosiddetti verdelli (che maturano nell'estate seguente). 

Il limone è piuttosto sensibile al freddo e si defoglia completamente con temperature di -4/-5°C, mentre temperature inferiori possono danneggiare anche il legno; i fiori e i frutti, invece, sopportano valori fino a -2°C. D'altra parte, non ha invece bisogno di temperature estive molto elevate per la maturazione dei frutti. Le piante sono sensibili anche al vento (frangivento). In periodi prolungati di siccità è necessaria l'irrigazione. Cresce bene anche in terreni poveri e il pH ottimale è intorno a 5,5-6, La tecnica culturale in vaso prevede laute concimazioni di letame pellettato (2 volte l' anno), a cui va aggiunto un apporto di fosforo e potassio, le irrigazioni devono essere abbondanti e frequenti specialmente nel periodo primavera e estate ( una ogni 15-20 giorni ) . Il limone si alleva a vaso o a globo, che è un vaso con una branca centrale, oppure a forma naturale.

Per quanto riguarda la potatura di produzione, si deve tener conto che il limone produce fiori e frutti sui rami di un anno; quindi ci si deve limitare alla eliminazione dei rametti che hanno già prodotto e a quelli secchi. La potatura del limone si effettua in estate inoltrata, è bene non eccedere nei tagli, in quanto si tratta di una specie che sopporta bene i tagli.


Limone rosso (Citrus Limonimedica Pigmentata)

La pianta di Limone Rosso (Citrus Limonimedica Pigmentata) è un albero da frutto di alto valore ornamentale, dai particolari frutti colorati di rosso o arancione vivo, con buccia rugosa e forma allungata, molto decorativi. I frutti sono commestibili ed hanno un sapore più aspro rispetto al Limone Classico, con polpa di colore rosso. I frutti compaiono in autunno/inverno e sono inizialmente di colore verde. Foglie ovali e lucide di colore verde intenso, fiori bianchi molto profumati in primavera ed estate. Nel periodo invernale tenere la pianta di Limone al riparo dal gelo, in un luogo luminoso dalle temperature costanti, annaffiando con moderazione. 

 


Lipo (Citrus limon x Citrus paradisi)


Il lipo è un agrume ibrido, incrocio tra il limone e il pompelmo. 

La pianta, sempreverde, in condizioni ottimali può raggiungere i 15 metri. Le foglie ovate e sottili sono di color verde scuro e di grandi dimensioni. I fiori grandi e di color bianco, in genere sono riuniti in grappoli, i frutti di grossa pezzatura sono di forma tondeggiante, con un diametro che va dai 10 ai 15 cm. La buccia è gialla, liscia, ricca di oli essenziali. 

Il frutto ha il sapore del limone miscelato con l'aroma amaro del pompelmo. Questa pianta ama terreni sciolti e profondi, fertili, ben drenati e nutriti, come tutti gli agrumi predilige i climi caldi e temperati e teme i freddi invernali; in Italia la coltivazione è diffusa nelle regioni del sud e in Liguria.


Mandalate


Origine: Ibrido triploide ottenuto dall’incrocio del mandarino “Fortune” (2x) x mandarino “Avana” (4x), costituito e brevettato dai ricercatori del CRA-ISAGRU di Acireale (CT) Giuseppe Reforgiato Recupero, Giuseppe Russo e Santo Recupero. 

Pianta: di medio sviluppo, habitus vegetativo espanso, presenta spine di piccole dimensioni. Foglie di forma ellittica con apice appuntito, picciolo di lunghezza media con alette rudimentali simili a quelle del mandarino. 

Frutto: di forma oblata, peso medio di circa 100 g, buccia sottile di grana fine, colore arancione, con scarsa aderenza alla polpa.

Epoca di maturazione: tardiva, la raccolta inizia a fine febbraio e si prolunga sino ad aprile. I frutti resistono bene sulle piante e non tendono ad asciugare. 

Giudizio complessivo: questo ibrido presenta l’interessante caratteristica dell’apirenia e della sterilità del polline pertanto non induce formazione di semi nei frutti di altre cultivar di agrumi. L’entrata in produzione delle piante avviene molto precocemente. Il sapore è simile a quello del mandarino Avana e l’epoca di maturazione è successiva al mandarino "Tardivo di Ciaculli".

 


Mandarino (Citrus nobilis)


Il mandarino è una pianta da frutto originaria della Cina e dell' Indocina, ed è stata introdotta in epoca recente in Europa. E' largamente coltivato in Sicilia e diffuso in Calabria, Campania, e in Sardegna.

E' un albero di media altezza che non raggiunge i 4 metri. Questo piccolo albero ha brache sottili  molto ramificate e foglie piccole, lanceolate alterne con picciolo leggermente alato. I fiori sono bianchi, piccoli e profumati. I frutti, globosi, spesso schiacciati, hanno buccia non molto spessa facilmente staccabile color arancio; la polpa è dolce, zuccherina suddivisa in 8-15 spicchi. La maturazione dei frutti avviene in novembre-dicembre. Sulle nostre tavole è spesso presente il mandarino “Paterno” e il “Tardivo di Ciaculli”.le ibridazioni del frutto hanno portato a tante varianti la più conosciuta di tutte è la Clementina un ibrido fra mandarino e chinotto, altre varietà meno conosciute sono: il “Tangelo” ibrido fra tangerino e pompelmo, il Tangerino ibrido, fra mandarino e arancio amaro. I frutti derivati da questi ibridi vengono denominate comunemente Mandaranci.

Come gli altri agrumi, il mandarino preferisce i climi caldi, senza sbalzi di temperature. Comunque, è più resistente al freddo degli altri agrumi tanto che può essere coltivato all' aperto sui litorali liguri e toscani.

Il mandarino preferisce i terreni sciolti, ben drenati e ricchi di sostanza organica.

La messa a dimora si effettua a fine inverno per l' irrigazione e concimazione vedi limone.

La moltiplicazione si effettua per innesto a gemma dormiente, utilizzando come portinnesto l' arancio amaro che conferisce una discreta resistenza alla gommosi. Si può innestare anche sul franco ottenuto da seme. Il mandarino si alleva a vaso basso o a globo.

 


Mandarancio (Citrus reticulata - Citrus clementina)


Le origini del Mandarancio sono incerte: secondo alcuni studiosi è una specie molto antica originaria della Cina e più in generale dell'Estremo Oriente; altri la ritengono un ibrido tra il mandarino e l'arancio (dolce o amaro), altri ancora un ibrido tra mandarino e chinotto.

Piccolo albero, a volte con rami spinosi, con chioma arrotondata, simmetrica e aperta. Le foglie sono lanceolate, verde vivo, con picciolo leggermente alato. I fiori sono singoli o riuniti in piccole infiorescenze, molto profumati. I frutti arancioni, hanno una buccia arancione facile da togliere e una polpa dolce, ricca di succo, con semi piccoli e appuntiti (oggi sono molte le varietà apirene). Numerose le varietà, dal gruppo delle classiche clementine (nome che deriva da quello del frate missionario, Clemente Rodier, che le coltivò in Algeria) a quello delle Satsuma, ottenute in Giappone più di quattro secoli fa.

La loro maturazione è più precoce rispetto ai mandarini e sono più resistenti al freddo.

Le varietà più note di clementine sono la Monreal, Di Nules, Oroval e Tardivo.

Si innesta su franco della stessa specie o di specie simili, ma si utilizza anche il Mandarino Cleopatra (Citrus reshni). Non maturando dopo la raccolta, devono essere colti allo stadio di maturazione desiderato.


Mapo (Citrus x tangelo)


 

Fa parte di un gruppo di ibridi con caratteristiche intermedie tra il mandarancio (Citrus reticulata) e il pompelmo (Citrus paradisi).

Il più conosciuto è il Mapo, incrocio tra mandarino "Avana" e pompelmo "Duncan", molto precoce. I suoi frutti hanno una buccia molto sottile che resta in buona parte verde anche a piena maturazione. La polpa, giallo-arancio uniforme, ha un sapore gradevolmente acido. E' un albero di vigoria medio-forte, a portamento globoso espanso, con rami tendenti a piegarsi verso il basso e presentanti spine solo su quelli più vigorosi.


Pomelo (Citrus maxima o Citrus grandis)


Il pomelo, (Citrus maxima o Citrus grandis), appartiene al genere dei Citrus, nella famiglia delle Rutaceae. È ritenuta una delle tre specie da cui derivano tutti gli agrumi oggi conosciuti, assieme al cedro ed al mandarino.

Diversamente da ogni altro agrume, il pomelo non è sferico o leggermente schiacciato, e si presenta spesso con una forma a pera. La buccia è liscia, verdina, alle volte rosata, mentre la polpa raggiunge i colori dal giallo paglierino al rosa fino al rosso.

È il più grande tra i frutti dei citrus, cresce fino ai 30 cm di diametro e può pesare fino ai 10 kg. Tipica per questa specie è l’abbondante presenza della sostanza bianca spugnosa sotto la buccia detta albedo; di albedo è costituita addirittura tutta la parte superiore del frutto, cioè la parte stretta della forma a pera.

Se il frutto è maturo il gusto è piacevole, più dolce di quello dell’arancio amaro e senza alcuna acidità. Ogni spicchio del frutto è piuttosto grande, presenta piccoli semi e una spessa buccia facile da togliere.

Molto diffuso in Cina, dove viene consumato fresco, è impiegato anche per produrre succhi (in Israele) e per condire insalate di frutta o di legumi, oppure candito. L’industria ricava olii essenziali dalla buccia.

Il pomelo è nativo del sud dell’Asia e della Malesia dove è conosciuto da più di quattromila anni. Fu introdotto in Cina attorno al 100 d.C., dove si è diffuso e continua a sopravvivere, anche spontaneamente in riva ai fiumi, fino ai giorni nostri. È coltivato in Cina, e specialmente in Thailandia. Oltre che in Asia, il pomelo è coltivato in California e soprattutto in Israele.

Da non confondere il pomelo con il pompelmo, se le due parole sembrano molto simili e i due frutti affini, si tratta in realtà di due agrumi distinti!

Dal momento che il pomelo non è mai entrato nel circolo del commercio, è conosciuto per lo più con nomi e varianti locali-regionali, lo si conosce come: pampaleone, pummelo, sciadocco, cedrangolo (o cetrangolo), in Israele semplicemente jaffa, in Spagna pomelo.

Comunque lo si voglia chiamare, è uno dei tre illustri antenati degli agrumi…


Pompelmo (Citrus Paradisi)


Secondo alcuni autori, il Pompelmo è un ibrido naturale tra Citrus maxima (il pomelo) e Citrus sinensis (l'arancio dolce); secondo altri è una mutazione del pomelo.

E' originario delle Barbados (uno dei pochi agrumi non proveniente dall'Asia).

In Florida cominciò ad essere coltivato a metà '800 e da qui si diffuse in Argentina, Sudafrica e Israele.

In Italia è stato introdotto intorno alla fine degli anni '60-primi anni '70.

E' una pianta molto vigorosa, alta fino a 12 metri, con forma tondeggiante e fogliame denso. Le foglie sono ovate e di colore verde scuro, con picciolo alato e una spina flessibile all'ascella. 

I fiori sono grandi, riuniti in genere in infiorescenze ascellari (da cui deriva il nome inglese di "grapefruit", frutti riuniti in grappoli).

La polpa è succosa, amarognola-acidula, normalmente gialla, o rosa-rosso in alcune varietà. I semi sono bianchi e poliembrionici.

I frutti sono destinati al consumo fresco o all'industria per la produzione di succhi.


Sa pompia (Citrus medica x Citros limon)


Sa pompia è un agrume antico e dalle origini incerte di cui si ha testimonianza documentata da almeno tre secoli nel comprensorio delle Baronie, areale di Siniscola, in Sardegna.

Studi ancora in corso ritengono che l'agrume sia un incrocio naturale tra Cedro (Citrus medica) e Limone (Citrus limon) forse sviluppatosi in epoca medioevale, infatti nel territorio in cui oggi troviamo "Sa pompia", fin da tempi remoti sono state coltivate varietà di arancio, limone e cedro.

L'aspetto del frutto è simile a quello del Cedro, l'albero invece sembrerebbe un Arancio ma i rami portano le spine come nel Limone.

"Sa Pompia" è uno dei più grandi agrumi che si conosca con una circonferenza irregolare lunga fino a 70 cm, buccia gialla grumosa ricca di tubercoli, il succo è più aspro di quello del Limone.

"Sa Pompia" è un ecotipo locale di antica origine e cresce spontaneamente in piccole zone, l'albero ha portamento verticale e medie dimensioni, sui rami sono presenti spine e grandi foglie dalla forma ovale.

Il grande frutto dalla forma appiattita ai poli può raggiungere un peso di 700 gr, esso deve la sua sopravvivenza nel tempo per l'utilizzo, nella sola zona di coltivazione, nella preparazione di dolci tradizionali le cui ricette sono state tramandate oralmente per secoli.


Kumquat (Citrus japonica tobbese Thumb., 1784)


Fortunella (detto anche comunemente kumquat o mandarino cinese) è un genere di piccoli alberi da frutto appartenente alla famiglia delle Rutaceae. Il suo frutto ricorda, in piccolo, quelli delle piante del genere affine Citrus, con cui a volte viene incrociato per generare nuove varietà.Si presenta in forma cespugliosa, compatta, è un piccolo albero sempreverde, di 2,5-4,5 m, con rami fitti, e qualche volta piccole spine. Le foglie sono di un verde scuro intenso, e i fiori bianchi, simili a quelli dei Citrus, nascono singoli o in gruppo dalle gemme.

Il kumquat raramente cresce dal seme e comunque non genera frutto. In Cina e Giappone cresce come innesto sulle piante di Arancio trifogliato.Il frutto del kumquat, che ha lo stesso nome, sembra una miniatura ovale e lunga dell'arancia, lungo 3-4 cm e largo 2-4 cm. A seconda della varietà la buccia si presenta dal giallo al rosso. Il frutto della Fortunella margarita è ovale e ha un aspetto giallo, il frutto della Fortunella japonica è rotondo con un colore arancio. Il frutto viene prodotto generalmente dal tardo novembre fino a febbraio. Il kumquat è molto più resistente dell'arancio. La Fortunella margarita richiede estati calde, dai 25 °C ai 38 °C, ma può resistere a temperature molto basse fino ai -10 °C senza problemi. Cresce molto bene nelle regioni del tè in Cina dove il clima è troppo freddo per le specie di citrus. L'albero differisce dalle specie di Citrus dal fatto che durante l'inverno entra in un periodo di letargo in cui non mette più nuove gemme o getti.Il kumquat è coltivato in Cina, Giappone, Europa (Corfù e Grecia) e nel sud degli Stati Uniti (Florida). In Italia, il kumquat cresce e fruttifica dalla Liguria alla Sicilia lungo tutto il litorale tirrenico.

È una pianta da esterno, può resistere fino a -5 °C se viene coperto con un velo di tessuto non tessuto ed è collocato in una posizione riparata dai venti freddi. In casa va conservato solo per pochissimi giorni in luogo fresco e luminoso. I frutti vanno raccolti tagliando il picciolo con un paio di cesoie.

 

 

     

Le malattie e gli insetti

Acari

Acaro delle meraviglie

Ragnetto rosso

Panonico (Panonychus citri)

Ragnetto rosso tessitore (Tetranychus urticae)

Acaro dell’argentatura (Polyphagotarsonemuslatus 

Cocciniglie

Cocciniglia di S. Josè

Cocciniglia a virgola degli agrumi

Cocciniglia bassa degli agrumi

Cocciniglia elmetto

Cocciniglia mezzo grano di pepe

Cocciniglia rossa forte degli agrumi

Cocciniglia rossa degli agrumi (Aonidiella aurantii).

Cocciniglia serpetta (L. gloverii)

Cocciniglia bianca del limone (Aspidiotus nerii)

Cocciniglia farinosa degli agrumi

 

Coltivazione degli agrumi in vaso