Le pratiche culturali

Forzatura 

 

Esistono molte piante delle quali è possibile anticipare lo sviluppo fornendo condizioni ambientali adatte; si può così produrre fiori, ortaggi e frutta anche fuori stagione. La maggior parte delle piante ha bisogno di calore per la forzatura, ma una temperatura di 10-15°C sarà sufficiente. Si possono usare serre, cassoni e «moltiplicatori». Le patate e i fagiolini si possono piantare, da dicembre a gennaio, in vasi di cm 30 o in mastelli dove li si lascerà fino a completo sviluppo. Dopo aver piantato le radici in vasi o cassette piene di terriccio, mettere i contenitori sotto il bancale della serra, o in luogo riparato dal gelo, e coprirli con un foglio di politene di colore nero sostenuto da archetti metallici o, se si tratta di vasi, mettendo un vaso capovolto sopra il primo. Se la luce penetrasse, i germogli ingiallirebbero e, nel caso del la cicoria e del cavolo marino, diventerebbero amari. Le fragole invasate in estate si possono trasferire in serra nel mese di gennaio per ottenere una produzione anticipata, e un trattamento analogo si può applicare agli arbusti da fiore allevati in vaso. I bulbi da fiore verranno lasciati circa otto settimane in ambiente fresco per favorire l'emissione delle radici. Saranno poi trasferiti in serra per anticiparne la fioritura. La maggior parte delle piante dovrebbe essere scartata dopo una forzatura,in quanto la forzatura è una pratica stressante per la pianta.

 

Diradamento

 

Si diradano i frutti di piante, come la vite e il pesco, che ne producono in grande quantità. Una parte dei frutti viene eliminata mentre sono ancora piccoli per permettere agli altri di raggiungere il pieno sviluppo. Questo intervento fa anche risparmiare energia alle piante e aumenta le probabilità di una buona produzione l'anno successivo. L'uva spina si può diradare dalla fine di maggio in poi, quando i frutti sono abbastanza grossi per consumarli cotti. Togliere un frutto sì e uno no, e lasciare che gli altri si sviluppino fino ad assumere le dimensioni di frutta da tavola. L'uva coltivata in serra va diradata in giugno. L'operazione va compiuta nell'arco di 10-15 giorni, eliminando dapprima gli acini interni, poi i più piccoli, lasciando tra gli altri lo spessore di una matita perché possano svilupparsi bene. Diradare i fiori e i frutti ancora piccoli dei meloni, lasciandone, nelle piante coltivate in serra, uno solo per getto.

Nei meli e nei peri è opportuno lasciare solo uno o due frutti per ogni corimbo, e questi alla distanza di cm 15 l'uno dall'altro. 

Diradare verso la metà di giugno e ripetere l'operazione dopo un mese. 

Con i susini procedere nello stesso modo, lasciando però intervalli di circa 5-8 cm. 

È indispensabile diradare le pesche se si vogliono frutti di grosse dimensioni. Eseguire l'operazione per gradi; i frutti alla fine dovrebbero essere alla distanza di cm 15.

 

Cimatura

 

Molte piante sono cespugliose per natura e sviluppano un'impalcatura ben equilibrata di rami e di germogli. Il fusto di altre possiede invece quella che è nota come dominanza apicale: il germoglio all'apice del fusto principale cresce vigoroso mentre viene ostacolato lo sviluppo di tutti gì i altri .Alcune piante con questa caratteristica tendono a diventare alte, esili e brutte se non vengono sollecitate a emettere rami laterali. Molte piante ornamentali traggono vantaggio dalla cimatura e assumono un elegante portamento cespuglioso. La dominanza apicale si riduce eliminando il germoglio terminale. In tal modo si potranno sviluppare altri germogli e la pianta assumerà una forma più armoniosa. In certi casi è opportuno praticare, in un secondo tempo, anche la cimatura di questi germogli per mantenere alla pianta il portamento cespuglioso. I crisantemi vengono cimati per avere fiori grandi.

 

Imbianchimento

 

L'imbianchimento ha lo scopo di impedire alla luce solare di raggiungere certi ortaggi per far sì che le foglie, le coste delle foglie e i fusti diventino bianchi e non verdi: in tali condizioni alcuni ortaggi hanno un sapore più gradevole e sono più croccanti. Sottraendola luce si impedisce la formazione di clorofilla, il pigmento che dà la colorazione verde ai vegetali. Tipico esempio di imbianchimento si ha con alcuni tipi di insalata, come ad esempio l'indivia, che è sottoposta a imbianchimento per migliorarne il sapore; occorre procedere così : coprire la pianta con un vaso di plastica; chiudere i fori di scarico del vaso per escludere del tutto la luce; le foglie rimarranno al buio e dopo poche settimane si potrà raccogliere indivia dal cuore bianco e croccante. 

 

 

 

 

   Imbianchimento                    Diradamento                     Forzatura                       Cimatura