Le ortive innestate


 Stanno prendendo il sopravvento  anche in Italia le ortive innestate La diffusione ha ridotto i costi di produzione per cui oggi si trovano piantine innestate anche per le piccole coltivazioni da orto, a prezzi accessibili anche se non trascurabili (3 - 3,50a piantina).Per quanti coltivano poche piante, anche in vaso sul balcone, diventa possibile usare piantine innestate.

Anzitutto va detto che non tutte le piante vengono innestate: la pratica (per ora) è limitata a quelle a ciclo estivo, per lo più solanacee (pomodoro, melanzana, peperone) e cucurbitacee (anguria, melone, cetriolo, zucca).I vantaggi derivanti dall’uso di piante innestate consistono in una maggiore resistenza a malattie come la verticillosi, la fusariosi e  la radice suberosa, ed a parassiti come I nematodi. Inoltre si ottiene un  più abbondante raccolto dovuto alla maggiore pezzatura dei frutti ed alla maggior durata del ciclo produttivo. Il principale svantaggio consiste nel prezzo ancora elevato, e nella difficoltà di produrre da soli piantine innestate. Innestare una pianta significa inserire un rametto preso da una pianta di varietà commercialmente valida,  detto nesto, sul tronco di un’altra poco produttiva ma molto rustica. Le due parti, inizialmente separate, vengono accostate e formano rapidamente un corpo unico. La forza della pianta portatrice dell’innesto viene trasferita al nesto, che produce con maggiore vigore e beneficia della sua resistenza alle malattie. In pratica è la stessa tecnica da sempre usata perle piante da frutto.

Il punto in cui le due parti vengono a contatto si riconosce perché viene protetto con un manicotto plastico (nella figura)

Se non si è più che esperti non conviene sperimentare da soli le tecniche di innesto: la produzione di piantine innestate viene svolta da personale specializzato in vivai che poi le distribuiscono per la vendita al dettaglio. Nella messa a dimora delle piantine innestate occorre tenere presente alcuni accorgimenti.

Il punto di innesto (generalmente protetto da una guaina) non va assolutamente interrato, ma deve restare fuori terra;

– la pianta va sostenuta con un tutore, per evitare che si spezzi nel punto di innesto;

qualora il fusto portainnesto emetta dei germogli, questi vanno subito eliminati perché sottrarrebbero forza al nesto;

qualora il nesto emettesse delle radici che tendono ad interrarsi, anche queste vanno tolte. 

Insomma l' uso di piante innestate è altamente consigliato, 15 piante di melanzane non innestate, producono la stessa quantità di frutti di 3-4 piante innestate, il tempo di lavoro è drasticamente abbattuto, i frutti sono più omogenei,  il ciclo produttivo molto più lungo, se coltiverete in modo corretto piante innestate ( consiglio di pacciamare il terreno ed annacquare senza bagnare il colletto della pianta e mantenere una distanza d' impianto di 1 metro x un metro. Buon lavoro