I cavoli (Brassica oleracea)

In questa sezione troverai : Cavolofiore bianco, cavolofiore violetto, cavolofiore verde, cavolfiore arancione, cavolo nero, cavolo cappuccio, 

cavolo rapa, cavolo romanesco, cavolo verza, cavolo di Bruxxeles



Cavolo cappuccio  (Brassica oleracea L. var. capitata) Fam Brassicaceae


 (Brassica oleracea L. var. capitata)
(Brassica oleracea L. var. capitata)

I cavoli richiedono terreni freschi e profondi, ma si adattano anche a condizioni non ideali. Hanno un ottima resistenza al freddo, alcune varietà di cavoli verza o cappucci resistono anche a 10 gradi sotto zero. La coltivazione può essere primaverile estiva o estivo vernina. Dal punto di vista delle asportazioni dei principali elementi nutritivi una coltura di cavolo che produca circa 3 Kg per metro quadro asporta circa 30gr/mq di azoto, 10 gr di fosforo e 40 gr di potassio in un rapporto di 3:1:4. Alla preparazione del terreno si dovrebbe prevedere un buon apporto di sostanza organica con 3-5 kg di compost, a cui aggiungere 80 gr/mq di solfato potassico, 60 grammi di perfosfato e 30 grammi di urea. In copertura intervenire una o due volte con azoto (20 grammi di nitrato ammonico o 40 di guano). Gli apporti di nitrato si rivelano utili anche in caso di lunghi periodi di pioggia che possono allagare il terreno rendendolo asfittico. Il ciclo colturale è piuttosto lungo va dai 90 giorni ai 150 ed anche oltre. I periodi di coltivazione sono diversi a seconda della specie e della varietà. Per ogni specie si distinguono cultivar precoci con trapianto a maggio per raccolta a fine estate e varietà tardive con trapianto a giugno e raccolta invernale. Le distanze di trapianto devono tenere conto dello sviluppo notevole delle piante. In genere si consiglia una distanza di 70 cm tra le file e 50 cm sulla fila.


Cavolo cappuccio rosso varietà Red flame


varietà di cavolo cappuccio unica nel suo genere che si presenta alla raccolta di colore viola molto brillante, di forma a cuore appuntita, di peso medio di circa 1 kg e dal sapore particolarmente dolce. Il periodo del trapianto è quello primaverile-estivo dove mostra un'ottima resistenza alle possibili spaccature. La pianta è a ciclo medio e per la raccolta occorrono circa 80-90 giorni dal trapianto. Ottimo contorno vegetariano il cavolo cappuccio viene consumato sia cotto, in umido alla siciliana, che crudo, in insalate salutari.


Cavolo fiore (Brassica oleracea L. var. botrytis L.) Fam. Brassicaceae


Anche se è una pianta biennale il cavolfiore viene coltivato come annuale.

Come tutti i cavoli il cavolfiore preferisce climi temperati e umidi ma è comunque un ortaggio che si adatta bene ad altre condizioni e resiste alle basse temperature e anche alle gelate se non troppo prolungate. La temperatura ideale si aggira intorno ai 18° centigradi.

Il terreno migliore per il cavalfiore è di medio impasto, profondo e ricco di materia organica con un PH leggermente acido.

Il cavolfiore si semina in semenzaio protetto da gennaio a marzo e all' aperto da maggio ad agosto. I semi vanno distribuiti a spaglio a una profondità di 2 cm.  Il trapianto avviene dai 30 ai 90 giorni dalla semina con le piante alte una ventina di centimetri e dopo che hanno formato 5 o 6 foglie. Si dispongono in file distanti 50-90 cm e lasciando 40-70 cm tra le piante della stessa fila.

Come un po’ tutte le varietà di cavolo anche il cavolfiore necessita di abbondanti letamazioni del terreno in preparazione con l’aggiunta di concimi ricchi di azoto e potassio durante la fase di crescita.

Il cavolfiore è abbastanza esigente in fatto di irrigazioni che devono essere costanti in fase di crescita.

I lavori necessari per questo tipo di cavolo sono pochi e si limitano alle scerbature e a qualche rincalzatura.

Questa pianta tende a sfruttare molto le risorse nutritive del terreno e per questo alla sua coltivazione non devono logicamente seguire altre crocifere ma neanche le solanacee e le cucurbitacee.

Il cavolfiore non si presta molto bene alla consociazione anche se può essere tentata quella con lattuga e spinaci.

 

 

 


Cavolfiore violetto (Brassica oleracea L. var. botrytis L.) Fam. Brassicaceae


Cavolfiore violetto

Prodotto soprattutto in Sicilia, è caratterizzato da:

testa di medie dimensioni e di un colore violetto intenso,

varietà tardiva, si raccoglie a 100-110 giorni dal trapianto. Viene trapiantato a fine giugno e raccolto fra novembre e dicembre.

Ha un sapore unico e in cucina si prepara fritto, al forno, gratinato o lessato. Il caratteristico colore viola dipende dall'alta concentrazione di carotenoidi e antociani. Ha un sapore più intenso rispetto la versione bianca o verde.


Cavolfiore arancio (Brassica oleracea L. var. botrytis L.) Fam. Brassicaceae


Cavolfiore frutto di una mutazione genetica spontanea che fa sì che l'ortaggio trattenga molto più betacarotene di quello bianco e diventi di colore arancione. È caratterizzato da:

testa di dimensioni medie (può arrivare a pesare 1 kg) e di un colore arancione vivace,

varietà precoce, si raccoglie dopo circa 80 giorni dal trapianto. Viene trapiantato fra giugno e luglio e si raccoglie fra agosto e settembre.

Quando viene usato in cucina ha il sapore molto simile ai cavolfiori bianchi. 


Cavolo verde o cimone


Cavolfiore verde

Coltivato soprattutto nel centro Italia, è caratterizzato da:

testa compatta, pesante fino a 1,5 kg e di un colore verde brillante,

varietà tardiva, viene raccolto fra novembre e dicembre a circa 120 giorni dal trapianto.

È usato molto in cucina in diverse preparazioni. Il suo colore verde è dato dall'alta concentrazione di clorofilla sulla testa, causata dal metodo di coltura, che prevede che le foglie vengano accuratamente ripiegate durante la maturazione.


Cavolo nero (Brassica oleracea varietà acephala sabellica (Fam. Brassicaceae)


ll Cavolo nero crespo o toscano a differenza di altri cavoli, non produce una testa compatta, ma sviluppa lunghe foglie.

Presenta fusto eretto, alto fino a 1 metro, con foglie di color verde scuro, rugose e bollose. È una pianta di origine antichissima coltivata soprattutto in Toscana, nella preparazione della famosa “ribollita”.

La parte commestibile è costituita dalle foglie, rese più tenere e saporite dalle prime gelate, anche se si può coltivare e consumare praticamente tutto l’anno.

Il cavolo nero è una pianta particolarmente resistente al freddo e alle gelate, dalle quali spesso trae giovamento in quanto possono renderla più tenera migliorandone il sapore.

È caratterizzato da una notevole resistenza al freddo (fino a -10° C).

Si adatta bene a tutti i tipi di terreno, purché siano ben drenati. Ideale è la coltivazione in terreni profondi, aerati e freschi, ben dotati di sostanza organica e con pH intorno alla neutralità.

Tempi di semina e trapianto

Vengono utilizzate piantine allevate in vivaio in contenitori alveolati  o a radice nuda (semina fra aprile-maggio) e successivamente trapiantate dopo 40-50 giorni, allorché le piantine hanno emesso la quinta fogliolina. Ottimo l’avvicendamento con leguminose. I sesti sono 70-80 cm tra le file e 50-60 cm sulla fila.

Richiedono lavorazioni profonde del terreno per agevolare lo sviluppo dell’apparato radicale. La coltura si avvantaggia notevolmente della concimazione organica.


Cavolo broccolo o romanesco (Brassica oleracea var. Botrytis)


Questo cavolo non ha particolari esigenze di concimazioni ma teme i ristagni di acqua. Per questo motivo occorre preparare accuratamente il terreno vangando in profondità e se si è in una zona piovosa o con terreno poco drenante meglio rialzare le aiuole di coltivazione e pensare a un sistema di scolo dell’acqua con canali. Come concime il cavolo broccolo si accontenta di seguire un ortaggio concimato abbondantemente (ad esempio la zucchina), sfruttando la sua fertilità residua.Il cavolo broccolo si pianta a inizio estate, in genere nei mesi di giugno e luglio. Il sistema migliore è piantarlo in contenitori alveolati e sviluppare le piantine che verranno successivamente trapiantate in pane di terra, a circa un mese di distanza dalla germinazione. Produrre le piantine è estremamente semplice: basta mettere del terriccio nei contenitori, porre il seme a pochi millimetri di profondità e bagnare regolarmente. Si possono mettere 2-3 semi ogni vaschetta in modo da poter poi scegliere la piantina migliore una volta germinata. I semi di cavolo richiedono una temperatura abbastanza alta per germinare ma seminandolo in estate non serve semenzaio riscaldato. Quando la piantina di cavolo è ben sviluppata, dopo circa un mese o più dalla posa del seme, è il momento di trapiantare. Il trapianto deve avvenire di sera, in assenza di vento mantenendo una distanza di 60-70 cm sulla fila e altrettanti cm tra le file La tecnica colturale prevede soventi sarchiature  per rompere la crosta e per mantenere pulita da infestanti la terra. Nei mesi caldi è conveniente intervenire con frequenti annaffiature ma con l' accortezza di non bagnare ne foglie ne colletto. I broccoli si raccolgono quando le infiorescenze sono compatte e sode , prima che si schiudano i fiori. Raccogliendo l’infiorescenza si lascia la pianta che può gettarne altre in seguito. Il primo grumolo è il pomo centrale del cavolo broccolo, in seguito sugli ascellari la pianta getta infiorescenze minori, buonissime da mangiare, chiamate broccoletti. Generalmente i broccoli si raccolgono a partire da ottobre fino a dicembre, nelle regioni meridionali si può anche passare l’inverno.


Cavolo di Bruxelles8 (brassica oleracea Var gemmifera)


Il cavolo di Bruxelles è una pianta biennale anche se negli orti italiani viene coltivata per un solo anno Lo stelo carico di cavoletti può raggiungere nel primo anno il metro di altezza

Le foglie sono alterne, a forma di lira, lobare, arrotondate all’apice e con lunghi piccioli. All’ascella delle foglie si sviluppano dei germogli composti da foglioline strette a embrice, che danno origine a piccole teste globose o grumoli, i quali rivestono il fusto dalla base all’apice. Quando questi hanno la grandezza di una grossa noce, diventano eduli.

Prediligono climi freschi, e terreno fertile, leggero areato (lavorato in profondità)

semina

Le varietà precoci devono essere seminate sotto vetro in febbraio, in modo che il raccolto possa essere disponibile per la fine di agosto. Spargete i semi  con parsimonia in un cassone, in cui siano stati fatti alcuni solchi profondi 2 cm e distanti tra loro 15 procedete al diradamento 10-15 giorni dopo la semina. Consiglio per una semina precoci queste varietà Lancelot, Perfection, Long Island.

Intermedie: Prince Askold, Indra.

Tardive: Sygmund, Jade Cross, Frigostar.

Come coltivare i cavolini di Bruxelles: clima e terreno

Seminate le varietà intermedie alla metà di marzo in cassone o all’aperto, ma in posizione riparata. Quelle tardive sino alla meta di aprile In seguito, quando hanno circa 6 settimane di vita e sono diventate alte da 12 a 15 cm, trapiantate le giovani piante nella posizione definitiva, prima che siano troppo legnose ed espanse. Le varietà precoci dovrebbero essere pronte verso maggio, quelle intermedie tra maggio e giugno. Scartate tute le piante che appaiono deboli o prive di gemme.

Le distanze d’impianto in linea di massima si aggirano attorno ai 70 cm tra le file e 50 cm sulla fila.

Pratiche colturali

Poco prima di iniziare il trapianto delle giovani piante dal semenzaio, aggiungete al terreno 90 g di superfosfato miscelato con 30 g di solfato di potassio per ogni mq.

 

Tecniche colturali

Avvicendamento: i cavolini di Bruxelles non devono tornare sul loro stesso terreno o sul terreno di altri cavoli per minimo due anni, seguono benissimo i legumi (come piselli, fave o fagioli) che arricchiscono il terreno con l’azoto.

Consociazione: ci sono alcuni ortaggi amici dei cavolini perché la loro presenza allontana la cavolaia; si tratta di pomodori, sedano, rosmarino e salvia, che sono un’ottima consociazione.

Raccolta e conservazione

Le qualità precoci iniziano a dare prodotti a fine agosto o ai primi di settembre, le varietà intermediehanno la loro massima produzione in novembre e dicembre e le varietà tardive a febbraio e, a volte, marzo.

I cavolini di Bruxelles devono essere colti quando hanno raggiunto una giusta dimensione e i grumoli non si sono ancora schiusi. Raccoglietene pochi per volta, procedendo dal basso verso l’alto. Quando si inizia la raccolta, tagliate la parte superiore della pianta, che ha l’aspetto di un cavolo e può essere utilizzata nei minestroni, per incoraggiare lo sviluppo dei cavolini su per il gambo.

 malattie e parassiti

Tra le malattie fungine ricordiamo l’Alternariosi, l’Ernia delle crucifere, i marciumi basali e la peronospora.

Sensibile anche ad alcune batteriosi (Xanthomonas campestris, Erwinia carotovora).

I parassiti animali più importanti sono gli afidi, le Nottue, Cavolaie, le elateridi, l’altica, i punteruoli e la mosca del cavolo.

La peronospora può essere ostacolata con spruzzature di decotto di equiseto.

L’Ernia delle crucifere e numerosi marciumi basali e batteriosi sono fortemente limitati da corrette rotazioni (evitare la coltivazione di qualsiasi crucifera per 3-4 anni sullo stesso appezzamento), dalla distribuzione di litotamnio sul terreno prima del trapianto e dalle spruzzature di decotto di equiseto.

Per il controllo di nottue e cavolaia si impiega il Bacillus thuringiensis e l’olio di neem.

L’altica può costituire un grave problema soprattutto in caso di terreni compatti e asciutti; può essere contenuta in piccoli orti famigliari con rami di ginestra e spolverando la vegetazione con litotamnio e bentonite. In caso di forti attacchi ricorrere al piretro.

Il controllo della mosca del cavolo è soprattutto preventivo e consiste essenzialmente nella distruzione dei residui della vegetazione, asportando eventualmente anche il pane di terra circostante. Delle intrasemine per esempio con trifoglio ne ostacolano l’ovodeposizione.

 


Cavolo verza


Chiamato anche verza o cavolo di Milano, presenta foglie grinzose, increspate e con nervature prominenti. Numerose le varietà, precoci (o primaverili-estive, come ‘Verzotto Corto Precoce’, ‘Primaticcio di San Giovanni’, ‘Precosissimo di Vercelli’), semiprecoci (o estive-autunnali, tra cui ‘Agostano d’Asti’, ‘di Vittoria’) e tardive (o invernali, quali ’Invernale di Piacenza’, ‘Comune d’Inverno’). 

Come il cavolfiore, cresce bene nelle zone a clima temperato e non tollera il caldo secco. Preferisce terreni freschi di medio impasto, ricchi di humus (migliorati con la somministrazione di letame e concime complesso ternario). Si semina in semenzaio in marzo-settembre (anche in gennaio-febbraio, protetto) e, dopo 40-50 giorni, quando le piantine sono alte 15 cm e hanno 5 foglie, si effettua il trapianto, osservando una distanza di 40-70 cm tra le file e 30-50 cm sulla fila. Sono necessarie scerbature e rincalzature. 

Da non dimenticare

La raccolta si compie in aprile-maggio o agosto-novembre, scalarmente, secondo le dimensioni della testa. Se il terreno non viene mantenuto costantemente fresco, la verza prefiorisce senza formare la palla. 


Cavolo verza rosso di Verona


Cavolo verza rossa di Verona Deadon F1Varietà migliorativa della tipologia rossa di Verona, a ciclo tardivo per raccolta invernale. Si trapianta da maggio a

settembre e si raccoglie dopo circa 120 giorni. Ha foglie quasi prive di bollosità, con la caratteristica colorazione

esterna viola-rossastra, molto attraente. Ha testa appiattita e compatta, che può raggiungere i 2 kg di peso. Buona

resistenza alle basse temperature.

Cavolo navone o cavolo rapa


Cavolo verza navone o cavolo rapa

Il cavolo verza navone è tra i tipi di cavoli verza più insoliti perché si presenta come una grossa radice carnosa. In commercio lo troviamo con il nome di cavolo rapa. I semi, per germogliare, hanno bisogno di una temperatura di 6 °C ma per la sua coltivazione nell’orto in genere si consiglia di aspettare il mese di aprile. Se coltivato sotto serra, la semina può essere anticipata oppure può avvenire nel periodo autunnale con raccolto invernale.