Potatura del ciliegio

Il ciliegio, Prunus avium è una pianta fruttifera molto diffusa sul nostro territorio. Ne esistono varie cultivar che si distinguono principalmente in due gruppi principali a seconda del grado di acidità della polpa. Tuttavia gli interventi di potatura sono pressoché uguali in tutte le varietà con qualche differenza a seconda dei gruppi (ciliegio dolce e ciliegio amaro).

 Oltre che per il gusto, la dimensione dei frutti e il loro colore le varietà si differenziano anche per le dimensioni finali della pianta. Le varietà dolci sono particolarmente sviluppate hanno un tronco molto largo e un altezza considerevole, la chioma è molto espansa e ampia. Diversamente le varietà di ciliegio acido conosciute anche con il nome generico di amereno hanno un portamento più ridotto e dimensioni più contenute.

Gli interventi di potatura quindi tengono conto anche di queste differenze.

Portamento e caratteristiche della pianta

Il ciliegio come abbiamo appena descritto ha un portamento tipico di un albero, tronco grosso e un altezza globale che arriva anche a 15 metri. La chioma è tipicamente di forma globosa o conica abbastanza ampia (3-4 metri).

Il visciolo, chiamato anche amarasco o amareno invece è molto più piccolo sia in altezza che in estensione. La chioma resta comunque di forma globosa anche se le ramificazioni sono meno erette rispetto alle cultivar dolci. Le ramificazioni in queste varietà sono più esili, meno spesse e a volte ricadenti.

Per quanto riguarda invece la tipologia di ramificazioni bisogna tenere presente che il ciliegio produce tre tipi di rami: brindilli, mazzetti di maggio e ramificazioni miste. La maggior parte delle varietà coltivate produce i frutti sui dardi fioriferi (mazzetti di maggio) e sui brindilli. Alcune cultivar invece tra le quali ‘Adriana’, ‘Vittoria’ e ‘Dodesana’ producono i frutti anche sui rami misti.

Nelle cultivar che producono i fiori sui rami misti le gemme fiorali si sviluppano principalmente alla base e fino a metà lunghezza delle ramificazioni, talvolta in queste piante è possibile la formazione di gemme a fiore anche sulla base dei rami a legno. Le piante di ciliegio che vengono lasciate sviluppare liberamente senza ricevere interventi di potatura hanno un tipico aspetto acrotono, le ramificazioni si sviluppano principalmente nella parte alta della chioma.

Questo particolare fenomeno si può osservare già dalle prime fasi di allevamento della pianta in seguito alla cimatura del germoglio apicale. Di conseguenza le forme di allevamento che riguardano il ciliegio prediligono principalmente una chioma espansa e ben sviluppata.

Un altro aspetto da tenere in considerazione è l’alternanza della produzione, fenomeno che a molti potrebbe allarmare ma che è comune a molte altre piante da frutto, tramite alcuni interventi di potatura però questo aspetto può essere tenuto sotto controllo.

Forme di allevamento

Dato il particolare portamento della chioma e la formazione dei suoi rami le prime operazioni di potatura di formazione del ciliegio vengono effettuate tenendo conto di questo aspetto.

Gli interventi di taglio vanno fatti dopo la produzione e la raccolta dei frutti, sono da evitare i tagli invernali e quelli fatti in prossimità di periodi di gelo.

Piante a forma libera

Per le piante fatte crescere secondo la forma naturale le prime fasi di allevamento non prevedono la cimatura dell’astone principale, bensì sfruttano la produzione dei primi rametti anticipati che avviene durante il primo anno di crescita. Diversamente da come si può pensare allevare le piante di ciliegio secondo una forma quanto più naturale possibile non significa tralasciare interventi di potatura o manutenzione.

Premesso ciò le prime operazioni da effettuare riguardano l’inclinazione dei germogli che andranno a formare le branche principali. Questi teneri rami, di cui se ne sceglieranno 3, dovranno essere piegati con un angolo di 45° gradi, è possibile utilizzare a tale scopo dei divaricatori (di legno o di altro materiale) da porre tra l’astone principale e il ramo da piegare a 3-4cm dal suo punto di sviluppo. In alternativa si possono utilizzare delle canne ancorate al terreno e inclinate con la giusta gradazione.

Negli anni successivi si dovrà provvedere principalmente a tagli di ritorno sui germogli che avranno raggiunto una lunghezza di 20-25cm. Quando si sarà formata una chioma abbastanza sviluppata si continueranno ad effettuare dei tagli di ritorno ma in modo particolare sulla parte alta della chioma al fine di alleggerire in parte la struttura globale.

Forma a fusetto

Allevando il ciliegio secondo la forma a fusetto si predilige lo sviluppo di un asse centrale principale e una serie di branche, per il ciliegio però si limitano a 2 o 3 a seconda della robustezza del portainnesto. Le branche o palchi principali sono a loro volta costituiti da quattro oppure tre sotto-branche, queste sono disposte in modo più o meno distante sviluppando così una chioma uniforme.

Per l’allevamento si procede come descritto di seguito.

Il primo anno nel periodo autunnale si provvederà alla messa a dimora della pianta rispettando i sesti di impianto come spiegato in precedenza per i portainnesti nani. Successivamente nel periodo invernale, a febbraio, si effettua il taglio dell’astone a 100-120cm da terra e l’accorciamento di eventuali ramificazioni giovani appena dopo la prima gemma sana. Il germoglio che crescerà all’apice sarà il prolungamento del fusto e quindi verrà lasciato crescere indisturbato.

Durante il periodo primaverile si dovranno scegliere 3-4 germogli al disotto del punto di taglio, questi dovranno avere preferibilmente un angolo di 90-120 gradi rispetto all’altro in modo da formare una futura chioma quanto più possibile equilibrata. Queste ramificazioni dovranno inoltre essere inclinate di 90 gradi rispetto al tronco verticale, per mantenere tale angolo è possibile utilizzare delle canne ancorate a terra oppure dei paletti inseriti nel terreno e dello spago. Gli altri germogli presenti sulla pianta dovranno essere rimossi con interventi di scacchiatura.

Nella primavera successiva si dovrà effettuare un nuovo taglio del tronco principale, questa volta dovrà essere accorciato a 70cm dalla prima impalcatura. I germogli che si formeranno dopo questo taglio serviranno così nello sviluppo della seconda impalcatura. Le nuove branche che andranno a costituire l’impalcatura però dovranno essere fatte sviluppare non sopra le branche sottostanti ma opposte in modo da riempire lo spazio vuoto (osservando dall’alto si dovrà formare una croce). Le branche che costituiscono la seconda impalcatura dovranno ricevere inoltre un inclinazione ma questa operazione andrà fatta in autunno, si useranno gli stessi metodi descritti sopra, (canne o paletti con spago), l’unica differenza sarà l’inclinazione ridotta a 80 gradi rispetto al fusto in modo da farle crescere più in verticale rispetto a quelle sottostanti.

Dopo un anno sempre in primavera si darà il via alla formazione della terza impalcatura, questa dovrà essere posizionata a circa 50 cm sopra la seconda quindi a questa distanza si effettuerà un nuovo taglio del fusto principale. Le branche che andranno allevate dai germogli in formazione dovranno essere trattate come quelle del secondo palco ad eccezione dell’inclinazione che sarà praticamente orizzontale.

La forma a fusetto del ciliegio prevede che le ramificazioni alte vengano controllate nel loro sviluppo, a tal fine si lasceranno poche ramificazioni sulle ultime branche in modo da evitare un altezza eccessiva.