Potatura e forme di allevamento

 Portamento e caratteristiche della pianta

La pianta di albicocco presenta un grosso e robusto apparato radicale. La pianta cresce con altezze che variano dai 4 ai 6 metri con un espansione di circa 3-4 metri. È una specie abbastanza rustica ma teme particolarmente i geli primaverili in fase di fioritura e allegagione.

La pianta di albicocco possiede rami misti ovvero composti da rami a fiore e a legno, brindilli caratteristici delle pomacee e dardi a mazzetto. Gran parte delle cultivar forma i fiori soltanto sulla parte apicale dei rami misti con età di un anno.

Forme di allevamento

La forma di allevamento più indicata per l’albicocco è quella a vaso libero che si concilia bene con l’aspetto naturale che assume la chioma. L’albicocco può essere allevato anche secondo la forma a palmetta.

Forma a palmetta

La forma a palmetta è un metodo di allevamento piatto nel senso che la chioma viene allevata prevalentemente in altezza e in larghezza, la profondità è mantenuta il più possibile ridotta.

Questa impostazione prevede l’allevamento di un tronco molto corto da cui dipartono due ramificazioni principali ovvero due branche opposte. Il tronco viene capitozzato nelle piante giovani a circa 30-40cm da terra, il posto migliore per allevare queste piante è contro un muro o una recinzione abbastanza alta, in mancanza di essi è necessario predisporre dei sostegni verticali composti da filo di ferro mantenuto da due pali laterali.

Il primo filo verrà posto a 40cm da terra in prossimità delle due branche principali, i successivi fili andranno disposti a intervalli di 35-40cm. Le due ramificazioni principali verranno cimate a 40cm subito dopo la prima gemma vigorosa, questa operazione servirà per favorire la produzione di getti laterali.

Queste ramificazioni andranno poi legate in primavera a delle canne ancorate a terra e inclinate di 40 gradi rispetto al tronco centrale, dovranno quindi risultare opposte l’una all’altra. Tutti gli altri getti laterali dovranno essere accorciati a una gemma e tenuti come rami secondari nel caso di problemi con le branche principali (danni o possibili malattie).

Nel periodo estivo si effettueranno ulteriori legature delle branche per assicurare la loro crescita inclinata. Dopodiché andranno allevati due germogli per ramificazione, queste saranno le sottobranche e dovranno essere scelte a distanza simmetrica in entrambi i lati. Dopo questa operazione andranno eliminati tutti i rametti secondari e non destinati alla formazione della chioma.

Nella primavera successiva prima della germogliazione sarà necessario accorciare le ramificazioni delle branche di un terzo appena sopra una gemma robusta. In estate andranno rimossi tutti i getti più deboli e quelli troppo vigorosi che faranno concorrenza alle sotto branche, si continueranno gli interventi di legatura per assicurare una chioma simmetrica. Nuovamente nel terzo anno in primavera si ripeteranno le stesse operazioni, rimozione dei rami deboli, legature e riduzione dei getti della chioma di un quarto per stimolare ulteriormente la produzione di vegetazione e il rafforzamento delle branche. Ogni primavera andranno eliminati i getti secondari o meglio sfoltiti lasciandone uno ogni circa 20 cm sulle ramificazioni. I getti che crescono lateralmente e quelli che crescono verso il centro andranno rimossi, i germogli che si incrociano invece andranno accorciati a 4-5 gemme.

Forma a vaso

Per la forma a vaso In genere il fusto principale viene allevato ad un altezza di 1-1,2 metri da terra, da esso si allevano quattro branche principali. Le branche andranno scelte da germogli giovani di venti centimetri, dovranno avere tutte le stesse dimensioni ed esse distanziate opportunamente per non creare squilibri nella futura chioma.

Per guidare la forma delle branche si useranno dei tiranti, degli spaghi o dei divaricatori. I primi rami che si svilupperanno sulle branche andranno cimati e nel caso fossero molto vigorosi con uno sviluppo in larghezza particolarmente accentuato andranno rimossi del tutto.

Potatura di formazione

Dopo la messa a dimora degli astoni di albicocco si dovrà provvedere al tutoraggio tramite un palo di legno. Questo servirà guidare il corretto sviluppo del tronco principale, si praticheranno in seguito varie legature man mano che il tronco si sviluppa in altezza.

Fin dal primo anno dalla messa a dimora si dovranno già individuare le 3 branche principali che andranno a costituire l’impalcatura della chioma. Per scegliere quelle migliori è necessario tenere conto oltre che della loro vigoria anche del loro spessore, dovranno essere abbastanza ampie e di uguale dimensione.

Le branche principali non dovranno riceve alcun intervento di potatura o cimatura ma dovranno essere lasciate libere di svilupparsi. L’unico intervento da fare su di esse è la curvatura di 30-40 gradi rispetto al tronco principale. Per fare ciò è possibile utilizzare degli spaghi e dei tiranti fissati a terra o a paletti di legno oppure usare direttamente delle canne ancorate al terreno e con la giusta inclinazione.

Molto importante in questa fase, sono da evitare tutti gli interventi di cimatura e di speronatura ovvero del taglio delle ramificazioni a 10-20cm. L’unico intervento di potatura verde da effettuare durante i primi due anni è quello del diradamento dei fiori come descritto nel paragrafo della potatura verde.

Le piante che hanno 3-4 anni e presentano dei succhioni vigorosi sulla parte bassa delle branche dovranno subire delle torsioni al fine di guidarli nello sviluppo ricoprendo i vuoti della chioma.