Ginepro comune (Juniperus communis)

Il ginepro comune (Juniperus communis) è un arbusto della famiglia delle Cupressacee. E’ una conifera come i pini e gli abeti e le sue bacche vengono usate in cucina per insaporire molti piatti, in particolar modo le carni.

La coltivazione del ginepro è possibile anche in un orto familiare, ed essendo una pianta molto robusta non richiederà molte attenzioni o cure. Oltre che per le bacche può essere coltivata semplicemente per la valenza ornamentale e decorativa. E’ perfetto anche per la formazione di giardini rocciosi.

Le foglie, tipiche delle conifere, sono aghiformi e sempreverdi. E’ una pianta dioica: esiste cioè la pianta maschio e quella femmina. Quest’ultima produce le famose bacche, chiamate anche coccole, usate in cucina e per produrre grappe e liquori. Il loro nome botanico è però galbuli. Se vogliamo avere le bacche quindi, dovremmo coltivare sia il maschio che la femmina. Questo arbusto può assumere diversi portamenti (strisciante o eretto) a seconda delle condizioni ambientali in cui si trova. Di dimensioni generalmente contenute, in ambienti ideale può raggiungere un’altezza di alcuni metri.

Il ginepro è diffuso in tutta Europa, fino a 2500 metri di altitudine, in ambienti rocciosi e soleggiati. Ha limitate esigenze idriche, quindi è possibile trovarla in zone difficilmente colonizzabili da altre piante, sia per la siccità estiva (ambienti mediterranei) che per le gelate invernali (zone montuose). Inoltre sopporta molto bene l’azione del vento. Queste caratteristiche rendono la coltivazione del ginepro adatta anche ad un orto familiare.

La coltivazione del ginepro è diffusa soprattutto a scopo ornamentale, perché con poche piante non sempre è facile far produrre le bacche.

Preparazione del terreno

Non sono richieste operazioni particolari, tranne la preparazione delle buche nelle quali trapiantare le piantine. Si può incorporare al terreno 2 – 3 kg per metro quadato di letameben maturo o compost.

Cure colturali

Durante il periodo invernale va effettuata una leggera potatura, eliminando i rami secchi o malati. A fine primavera invece, si può effettuare un accorciamento dei rami cresciuti troppo o troppo vigorosi, in modo da contenere l’albero nelle dimensioni volute.

Per quanto riguarda l’irrigazione, si consiglia di intervenire solo durante la stagione estiva, in caso di siccità, e solo per i primi 2 – 3 anni di vita della pianta. In seguito, grazie all’approfondimento delle radici, diventerà molto resistente alla siccità.

La concimazione non è indispensabile, ma volendo si può applicare del concime a lento rilascio, 1 volta all’anno, in primavera, alla ripresa vegetativa.

Propagazione impianto

Il ginepro può essere propagato per seme o per talea. La propagazione per seme richiede più tempo, inoltre non si può sapere in anticipo il sesso della pianta.

Le talee devono essere prelevate in estate, quando la pianta è in piena vegetazione. Quindi, vanno poste a radicare in un substrato composto da torba e sabbia. A radicazione avvenuta vanno trapiantate in vasi e conservate in un luogo non riscaldato ma riparato per tutto l’inverno. A primavera possono essere trapiantate a dimora, nel terreno preparato come descritto sopra. Con la talea avremo la dertezza di ottenere una pianta perfettamente identica alla pianta madre.

In alternativa, per accelerare i tempi è possibile acquistare le piantine in un vivaio e trapiantarle direttamente a dimora

Se riusciamo ad ottenere le bacche di ginepro possiamo raccoglierle tra settembre ed ottobre. Prestiamo attenzione perché la pianta è pungente. Devono quindi essere fatte essiccare in un ambiente buio, asciutto e con buona circolazione d’aria.

Oltre che per insaporire i cibi il ginepro viene impiegato per aromatizzare liquori e grappe. Viene usato anche nelle erboristerie per preparare infusi e tinture. Il ginepro ha proprietà digestive, diuretiche e disinfettanti. Contiene una grande quantità di oli essenziali, in particolare pinene, canfene e junene.