Potatura di produzione

Con la potatura di produzione si tende a ringiovanire la la pianta e garantire la produzione annua , come si usa fare per la vite.

Per la produzione futura, si lasciano i tralci giovani, individuati tra quelli più vicini al tronco, in quanto l' actinidia, come la vite tende a svilupparsi molto, fruttificando sempre più lontano dal fusto.

Dalle gemme sui tralci produttivi si origineranno nuovi germogli, con parecchie gemme miste, da impiegare come capo a frutto da impiegare per il futuro. Nei primi quattro - cinque anni di produzione è consigliabile lasciare un discreto numero di capi a frutto; normalmente da 6 a 8 per

ogni cordone. Il loro numero varia dalla forza della pianta.

La potatura di allevamento viene attuata diversamente quando l' actinidia, all' impianto, presenta uno scarso sviluppo dei germogli. Durante il primo inverno di impianto risulta più utile potare il debole fusto a 30-40 cm da terra,. Nella stagione successiva la pianta presenterà un tralcio forte.

Su questo, cimato all' altezza di 150-170 cm., si generano gemme pronte, in grado di generare germogli già nello stesso anno di formazione, dei quali i due più vigorosi costituiranno i cordoni permanenti. Su questi si interviene con la potatura di produzione. L' actinidia si avvantaggia molto anche dalla potatura estiva che consiste nell' asportare i rami che hanno solo le gemme a legno (succhioni) e raccorciare quelli che portano frutti . I rami fruttiferi tendono a svilupparsi in due modi differenti. Alcuni limitano lo sviluppo alla quarta quinta foglia dopo gli ultimi frutti, gli altri crescono oltre misura, presentando inoltre, le ultime foglie molto piccole.

Sono solo questi ultimi che conviene raccorciare, portandoli alee dimensioni dei primi.

Gli scopi principali di tali interventi sono quelli di ripristinare l'equilibrio fra lo sviluppo vegetativo

e la produzione: tra le operazioni più utili. Quella di sfoltire la pianta, al fine di favorirne la ventilazione e l' illuminazione.