fitoterapici vegetali


Per una difesa naturale e biologica del vostro orto, alcune piante possono essere utilizzate come fitoterapici vegetali, ecco qui sotto un piccolo elenco,  delle piante per preparare macerati decotti e infusi, con dosaggi.


Assenzio ( Artemisia absinthium L.)


 Artemisia absinthium L.
Artemisia absinthium L.

Le sue proprietà antiparassitarie sono dovute alle sostanze che contiene la pianta, tannini e resine in primis, ma soprattutto a un famoso terpene, il tujone, che abbiamo già riscontrato in un altra pianta appartenente alle Asteraceae, il tanaceto; per ottenere tale effetto si usano tutte le parti della pianta, fusto, foglie e fiori, raccolte nel periodo che va da giugno a settembre.

L’assenzio può essere usato sia come infuso che come macerato e le dosi consigliate sono di 300 grammi di pianta fresca (o 30 grammi di pianta essiccata) ogni 10 litri di acqua. L’infuso può essere diluito ma io consiglio di usarlo puro: contro la cavolaia durante il suo sfarfallamento o spruzzato direttamente sulle piante per combattere afidi e altri bruchi. Stesso utilizzo non diluito per il macerato, da spruzzare direttamente sulle piante contro gli afidi nel periodo che va dalla primavera alla fine dell’estate.

 


Camomilla (Matricaria Chamomilla)


La camomillla viene utilizzata per disinfettare i semi, stimolare la loro germinazione e accellerare la maturazione del compost.

Preparazione e utilizzo: si utilizzano i capolini raccolti da maggio a luglio, a seconda della latitudine.

per la  preparazione del decotto e dell' infuso occorrono 50 gr di fiori secchi ogni 10 litri di acqua.

L' infuso non diluito si distribuisce sul compost per facilitare il processo di maturazione  e sul terreno per accelerare la germinazione dei semi. Molto diffuso è l'impiego della camomilla per la disinfezione di tutti i sementi, i quali vanno lasciati a bagno nella soluzione per 15 minuti

 


Ortica  (Urtica dioica, L.)


E' Una piante erbacea perenne della famiglia delle urticaceae, è molto utilizzata per rimedi biologici antiparassitari . L’elevato contenuto di acido salicilico e di acido formico fa dei preparati a base di ortica un efficace mezzo per contrastare la diffusione di numerosi parassiti animali e vegetali. Tutti i formulati a base di ortica si preparano utilizzando la pianta intera, senza radici, nella quantità di un chilogrammo di pianta fresca o 200 grammi di pianta secca per ogni 10 litri di acqua. Il macerato di ortica si prepara lasciando l’ortica a bagno in acqua fredda fino a quando il liquido diventa molto scuro e non dà più luogo a formazione di schiuma. Per accelerare il processo si può esporre il recipiente al sole. Una manciata di litotamnio (farina di alghe) o qualche foglia di angelica possono essere utili per neutralizzare l’intenso odore emanato dal preparato durante la fermentazione. Il macerato va rimescolato ogni giorno, ed è pronto dopo 7-10 giorni circa. Il macerato di ortica non diluito, distribuito direttamente sul cumulo, è utile per accelerare la maturazione del compost, mentre irrorato sul terreno tiene lontano le formiche. Diluito con acqua nel rapporto 1:20 risulta efficace per rinforzare e accelerare la crescita delle giovani piantine. Alla stessa diluizione, distribuito per tre giorni consecutivi, a intervalli di due settimane, è utile contro le crittogame (marciumi vari, bolla del pesco, peronospora, ticchiolatura), numerosi insetti (tignole, mosca delle ciliegie, sitona dei piselli) ed acari (ragnetto rosso). Il macerato può essere utilizzato anche per bagnare le radici delle piantine prima della loro messa a dimora o per disinfettare le sementi. Alla diluizione di un decimo il macerato è un efficace rimedio per recuperare le piante avvizzite tramite il bagno delle radici effettuato immergendo il vaso nella soluzione. Un particolare preparato a base di ortica è il “macerato in fermentazione” ottenuto con una macerazione incompleta di sole 12-24 ore. Si utilizza diluito con acqua nel rapporto di uno su 50 contro afidi, cocciniglie e acari effettuando tre trattamenti distanziati di tre giorni. Il macerato di ortica non deve mai essere impiegato sui cavoli e su tutte le altre crucifere, poiché il suo intenso odore attira la cavolaia, sugli ortaggi e sulla frutta destinata alla conservazione in particolare zucche e mele; mentre i trattamenti effettuati sul pomodoro e sul cetriolo debbono essere limitati esclusivamente al terreno per evitare l’insorgere di infezioni.


Pomodoro (Solanum lycopersicum)


ll macerato di pomodoro è considerato efficace in particolar modo contro gli afidi e la cavolaia, ma anche contro l'altica (o pulce di terra) che colpisce ortaggi come la rucola, la tignola del porro, le larve di lepidottero e la tipula. E' bene sapere che le foglie di pomodoro sono considerate come dei veri e propri deterrenti naturali per i parassiti. L'impiego del macerato è vantaggioso e innocuo soprattutto perché non danneggia gli insetti utili e il loro habitat, con particolare riferimento alle coccinelle e alle api.

Per la preparazione del macerato di pomodoro si utilizzano solitamente lefoglie e altre parti delle piante che non hanno ancora fruttificato, compresi gli steli e le femminelle, cioè i germogli laterali che solitamente vengono potati al fine di rendere la pianta più produttiva e di ottenere pomodori più grandi e in maggiore quantità.

 La dose 2,5-3 kg di pianta fresca in 10 litri d'acqua. Si utilizzano le foglie, i polloni o l'intera pianta senza radici, prima della formazione dei frutti. Si usa l'estratto non diluito, direttamente sulle piante contro afidi e cavolaia.

 


Felce aquilina  (Pteridium Aquilinum)


La felce aquilina (Pteridium aquilinum) appartiene come l’equiseto e le altre felci alla divisione della Pteridophyta, un gruppo di piante antichissime apparse sulla terra alcune centinaia di milioni di anni fa durante l’era geologica del Devoniano. La felce in questione è un’erbacea perenne che può raggiungere i 3 metri di altezza ed è contraddistinta da grandi foglie di forma triangolare e completamente dentellate, sorrette da piccioli ritti e duri che sbucano da un rizoma strisciante. Cresce abbondante in terreni umidi, in prevalenza silicei, in zone boschive ma anche nell’incolto e nei pascoli e per questo viene da molti ritenuta alla stregua di una infestante; è una pianta molto ricca di potassio, fosforo, azoto e magnesio.

Come antiparassitario la felce aquilina agisce come repellente e per contatto contro gli afidi in modo efficace ma trova applicazione anche contro le cocciniglie e per combattere alcuni tipi di ruggine. Durante il periodo che va da giugno a settembre vengono raccolte solo le parti aeree della pianta e poste in un contenitore a macerare per 3 giorni: le dosi consigliate sono di 1 kg di pianta fresca (o di 100 grammi di pianta essiccata) per ogni 10 litri di acqua. Una volta ottenuto il macerato lo si deve diluire dieci volte e può essere utilizzato spruzzandolo sulla pianta e direttamente a contatto dei parassiti. Per sfruttare la sua azione antimicotica va impiegato durante la tarda primavera, non diluito, sulle piante e sul suolo a loro contiguo.

La felce aquilina è efficace anche usata per la pacciamatura delle aiuole: il forte odore emanato dalle sue foglie tiene lontane le limacce dalle nostre piante.

 


Felce maschio (Dryopteris filix-mas)

 La felce è un’erbacea acaule con un grosso rizoma di colore bruno-rossiccio. Foglie: fronda spicciolata con squame ferruginee, 2-pennatosette, a contorno ovato-lanceolato (5-20 cm x 30-90), con 20-35 pinne su ciascun lato più lunghe che larghe e alla base confluenti. La pagina inferiore della foglia, da maggio a ottobre, si ricopre di sori che racchiudono gli sporangi con le spore.

Sinonimi: Nephrodium filis - Rich.- mas; Polystichum filix - mas - Roth.

Habitat: Cresce nei luoghi ombrosi e freschi. Boschi. 0-2300 m. Luglio settembre

Diffusione Molto comune

La felce maschio viene impiegata per contrastare la proliferazione dell cocciniglie . Per la preparazione del del macerato si utilizzano 1 kg di foglie fresche o 100 gr di foglie secche ogni 10 litri d' acqua. L' estratto si ottiene lasciando reagire 100 gr. di foglie secche polverizzate ogni 10 litri di acqua. Il macerato di felce maschio non diluito si utilizza nei trattamenti contro le cocciniglie e l' afide laniero


Peperoncino (Capsicum annum)


 Non è difficile immaginare che il peperoncino possa contenere sostanze irritanti e fastidiose tali da allontanare ospiti indesiderati, infatti nei loro semi e nei loro frutti c’è la capsaicina (quella sostanza responsabile del bruciore per intenderci) che sciolta in acqua ha un potere deterrente contro alcuni insetti.

Preparazione – Usiamo tutto il frutto, semi e buccia, poiché la quantità maggiore di capsaicina è proprio contenuta nella parte interna della buccia. Lasciamo dunque seccare i peperoncini e poi riduciamoli in polvere frullandoli o pestandoli in un mortaio. Metteremo successivamente la povere ottenuta nell’acqua: la dose è 20-30 g per ogni 10 litri di acqua. Una settimana dovrebbe essere sufficiente per ottenere un preparato efficace, ma se abbiamo fretta iniziamo utilizzando un po’ del nostro macerato anche se non è del tutto pronto.

L’altra possibilità è sbriciolare 5-6 peperoncini in ogni litro di acqua (meglio se tiepida perché facilità la solubilità) e dopo i soliti 6-7 giorni filtrare, per evitare che i frammenti vadano ad intasare l’ugello del nebulizzatore.

Se desideriamo possiamo aggiungere un paio di cucchiai di sapone di Marsiglia sciolto in acqua, per aumentare l’adesività del preparato.

Utilizzo – Possiamo usarlo tutto l’anno, in modo preventivo o quando ne avremo necessità: una volta alla settimana con tempo asciutto o due o tre volte alla settimana in caso di pioggia. Se siamo in estate irroriamolo sulle piante nel tardo pomeriggio quando la temperatura sarà più fresca.

Attenzione! Anche se tutti conoscono l’effetto irritante del peperoncino sulle nostre mucose, mi permetto di ricordarvi di usare i guanti sia durante la preparazione che la somministrazione, per evitare di toccarlo e di inalarlo.


Aglio  (Allium sativum L)


Questa liliacea presente in tutti i nostri orti può esserci di grande aiuto per combattere in modo efficace e naturale alcuni parassiti delle nostre piante infatti le sostanze contenute nell’aglio possono essere sfruttate a nostro favore anche nella lotta contro i parassiti. L’allicina infatti, potente antibiotico e antifungino presente in elevate quantità nell’aglio, unita ad altre preziose sostanze, ha un’azione repellente nei confronti di acari, afidi e tignole. L’aglio inoltre possiede riconosciute qualità antibatteriche e si dimostra efficace nel rallentare malattie come la peronospora, oltre a combattere, se distribuito nel terreno, alcuni tipi di nematodi.

Il modo migliore e più semplice di usarlo con buoni risultati è quello di tritare il più finemente possibile 100 grammi di bulbi in 10 litri d’acqua e lasciarli a macerare per almeno 12/24 ore (l’ideale è tre giorni) dopodiché lo si può impiegare direttamente sulla pianta versandolo delicatamente sulle parti attaccate; una volta filtrato può essere applicato molto più comodamente con l’utilizzo di un vaporizzatore.

Ricordatevi che la tempestività è molto importante per la riuscita dell’intervento: prima vi accorgerete del focolaio e maggiore sarà la probabilità di successo.

Infine applicate la soluzione la sera o al mattino presto per evitare che le gocce di acqua sulle piante, quando attraversate dalla forte luce solare, possano avere un effetto lente capace di danneggiare la vegetazione.


Consolida (Symphytum officinale)


La consolida (Symphytum officinale, detta anche consolida maggiore) ha un effetto benefico sulle piante dell orto e del giardino. Le sue grandi foglie si possono utilizzare per pacciamare il terreno, oppure per preparare un macerato che stimola la crescita delle piante e ne rafforza la resistenza nei confronti dei principali parassiti. Preparazione del macerato di consolida. Fra maggio e agosto si possono sfalciare le foglie fresche di consolida e utilizzarle per preparare del macerato. La consolida può essere coltivata oppure raccolta lungo il bordo dei fossi più umidi e fertili. Fare a pezzi mezzo kg di foglie fresche in un contenitore di plastica e coprirle con circa 8 litri di acqua e lasciare macerare per un paio di settimane. Trascorso questo tempo possiamo utilizzare il macerato per annaffiare e concimare. Il liquido può essere utilizzato sia puro che diluito ulteriormente (con altra acqua in rapporto 1:10) soprattutto se vogliamo spruzzarlo direttamente sulle foglie. Utilizzi consigliati. Il macerato si può usare come antiparassitario e stimolante. Per esempio sembra sia efficace nel trattamento della peronospora della vite. Il macerato può essere inoltre utilizzato per annaffiare pomodori, peperoni e melanzane) a metà ciclo, come concimazione di copertura per aumentare la produzione e la conservabilità dei frutti. Anche la radice di consolida sembra avere le stesse proprietà, ma questa deve essere raccolta in autunno inoltrato e utilizzata nella stessa quantità e modalità delle foglie. Se decidessimo di coltivare la consolida proviamo con la varietà Symphytum x uplandicum o russian comfrey, che sembra avere proprietà ancora più fertilizzanti.


Tanaceto  (Tanacetum vulgare )


Il Tanaceto è un’erbacea perenne che appartiene alle Asteraceae (o Compositae la pianta è alta da 40/50 cm a 120, ma può tranquillamente superare questa misura. Le foglie sono alterne e presentano una lamina pennatosetta; i fiori sono composti da capolini che formano un corimbo e sono di colore giallo e profumati. Pur avendo come già accennato proprietà fitoterapiche, il Tanaceto è considerato tossico per la presenza, nelle foglie e nei fiori, di un torpene chiamato tujone, una sostanza che se assunta in grandi quantità può causare anche la morte. Questa sostanza, assieme all’azione di oli essenziali, esercita un’azione repellente nei confronti di acari, afidi e lepidotteri. Proprio rispetto agli esemplari di quest’ordine il tanaceto è particolarmente attivo e risulta efficace per nottue, cavolaie e verme del lampone.Del Tanaceto si usano le parti aeree, ovvero i fiori, le foglie e anche gli steli, per ottenere un infuso: si sistemano 300 grammi di parti della pianta fresca (o 30 grammi se essiccata) sul fondo di un recipiente abbastanza capiente perché dovrà contenere 10 litri di acqua bollente; una volta versata, l’acqua bollente andrà lasciata in infusione per circa un quarto d’ora, massimo 20 minuti, dopodiché l’infuso ottenuto dovrà essere fatto raffreddare molto bene e infine filtrato. L’infuso va spruzzato diluito di un terzo su le piante infestate e sul terreno durante il periodo vegetativo mentre per un’azione preventiva va spruzzato, alla fine dell’inverno, non diluito direttamente sulle piante; mescolato in parti uguali con il macerato di equiseto risulta ottimo contro ruggine e oidio. Nel periodo di attività dei parassiti è molto importante usare grandi quantità di liquido possibilmente applicato con adeguata pressione. Del resto non si rischia niente perché l’aspetto positivo del Tanaceto è che il prodotto può essere spruzzato sulle piante innumerevoli volte senza temere di danneggiarle perché questo infuso è assolutamente non fitotossico.

 


Albero di Neem  (Azadirachta indica).


Appartenente alla famiglia delle Meliacee il genere Azadirachta comprende solo tre specie: Azadirachta siamesi, Azadirachta excelsa, e quella che ci interessa più da vicino, Azadirachta indica. Nota con il nome di Nīm o Neem (derivato dalla translitterazione anglosassone), A. indica è originaria di India e Birmania ed è un albero sempreverde (anche se in presenza di un forte periodo di siccità può perdere le foglie) di grandi dimensioni che può raggiungere i 25-30 metri di altezza, cresce in terreni molto poveri ed è noto per la sua resistenza alla siccità, caratteristica per la quale viene impiegato anche per la forestazione e contrastare l’avanzata dei deserti. Presenta foglie opposte, pennate, lunghe dai 20 ai 40 cm e a loro volta composte dalle 20 alle 31 foglioline verdi lunghe dai 3 agli 8 cm. I fiori sono bianchi e profumati e si sviluppano numerosi su delle infiorescenze ascellari; il suo frutto è una drupa simile alle olive e può presentarsi sia rotondo che ovale. Il suo legno, inattaccabile dalle termiti, è utilizzato sia come legna da ardere sia nella fabbricazione di mobili.

L’appellativo di “farmacia del villaggio” è dovuto al gran numero di proprietà che possiede: solo per citare le principali è utile per regolarizzare il sistema digestivo, per curare diarrea, dissenteria, diabete e infezioni fungine; viene usato per l’igiene orale e contro la carie, è un efficace spermicida, viene assunto per i morsi dei serpenti ma è soprattutto in grado di curare la malaria e molte forme virali come l’epatiti, nonché a essere usato, con qualche risultato incoraggiante, nella lotta contro l’Aids.

Tornando all’argomento l' albero di Neem è anche un potente antiparassitario, per giunta poco costoso e a tossicità praticamente nulla. Il principio attivo è l’Azadiractina, un composto organico estratto dai semi della pianta efficace nella lotta a centinaia di parassiti (c’è chi parla addirittura di 500), in particolare contro acari, coleotteri, minatori, cavallette, nematodi, aleurodidi, afidi, nottue, tripidi, dorifora, cocciniglie, tignole, ragnetto rosso ma che, oltre agli insetti, viene utilizzato con successo anche contro funghi (in particolare contro ruggine e oidio), batteri e alcuni virus. Nei confronti degli insetti svolge un’azione repellente e fagorepellente, oltre a inibire in vari ordini la crescita, bloccando il processo della muta.

Il bello dei prodotti derivati dall’albero di Neem è che pur avendo un’importante valenza nei confronti dei parassiti non sono nocivi per gli insetti utili e i pronubi né per gli uccelli e gli animali a sangue caldo e quindi neanche per l’uomo.

In commercio si trovano diversi prodotti a base di Neem che possono essere sotto forma di polvere di semi o estratti liquidi. Vengono utilizzati di norma in soluzioni acquose in difesa di ortaggi, di piante ornamentali e da fiore, di olivi, viti e alberi da frutta.

 


Quassia amara


La Quassia amara appartiene alla famiglia delle Simaroubaceae. E’ un arbusto alto di solito 3 metri ma che può raggiungere anche gli 8 metri di altezza. E’ originario del Sudamerica tropicale e in particolare della Guyana e del Brasile, ma viene coltivato in molte altre nazioni. Possiede foglie opposte e pennate, lunghe dai 15 ai 25 cm e fiori rosso vivo sviluppati su un’ infiorescenza lunga circa venti centimetri. Il frutto prodotto dalla Q. Amara è una piccola drupa nerastra di poco più di un centimetro di lunghezza

La Quassia a. contiene alcaloidi indoici, terpenoidi, amaro-tonici e cumarine.

 

 

Le proprietà insetticide e repellenti della Q. amara sono note da tempo e sono dovute ai suoi principi attivi quassina e neoquassina. Tali principi vengono estratti dal legno, inodore, ma caratterizzato da un fortissimo sapore amaro, caratteristica che conferisce il nome a questo albero.

Le quassine agiscono per contatto diretto o per ingestione sul sistema nervoso dell’insetto con un’azione simile a quella del piretro, anche se meno incisiva e piuttosto lenta; i parassiti che entrano in contatto con la Quassia amara accusano una graduale diminuzione delle attività vitali, con successiva paralisi e morte. Essa crea inoltre un effetto barriera repellente sul fogliame rendendolo inappetibile. Non incide negativamente sugli insetti utili come api e coccinelle.

Macerato 

Mettere in acqua il legno di Quassia amara in proporzioni di 20 gr su litro d’acqua e lasciare macerare per 24 ore circa, portando poi ad ebollizione a fuoco lento per un’ora.

Se viene acquistata invece la polvere di legno, è possibile lasciare a macerare per alcuni giorni senza far bollire.

Nebulizzare il composto così ottenuto sulle piante per ottenere un’azione repellente od insetticida.

La sua azione è ampia e interessa numerosi parassiti tra cui afidi e minatori fogliari, dorifora della patata, tentredine della rosa, psylla del pero e dell’alloro, carpocasa, cydia, cocciniglia cotonosa, ceroplasta e tignola della vite.

Vantaggi

La sua azione è simile a quella del piretro, anche se più lenta, ma presenta dei vantaggi, infatti la Quassia amara non è tossica per l’uomo, né per gli animali domestici né per i selvatici, inclusi rettili. E’ innocua anche per le api e altri insetti considerati utili come le coccinelle, attualmente in forte declino a causa dell’uso incondizionato di sostanze chimiche inquinanti e poco selettive. Grazie a questa scarsa tossicità, i suoi estratti possono essere utilizzati anche durante il periodo della fioritura. La Quassi amara inoltre non è  fitotossica ed ha un breve periodo di attività nell’ambient


Achillea millefolium,


Achillea millefolium, è una specie erbacea spontanea presente in gran parte del mondo, in particolare nell’emisfero nord del pianeta. Si adatta facilmente a molti tipi di clima e non è raro ammirare le sue infiorescenze, rosate o bianche, tra le erbe spontanee dei prati di montagna e di collina.

Ma lo sai che questa pianta, così comune, potrebbe essere un importante alleato per la salute del tuo orto e del tuo giardino?

Il contenuto di oli essenziali, zolfo e potassio delle sue foglie offre un mix perfetto per la lotta ai funghi che danneggiano gli ortaggi e la frutta!

Il macerato di achillea è un preparato ad azione soprattutto preventiva, distribuito sulla vegetazione da fine inverno aiuta la pianta a rafforzarsi e limita la possibilità di contrarre patologie come la rizotonia (su patate e pomodori), l’oidio e la monilia.

Per preparare questo composto ti servono 200 gr di foglie fresche o 20 gr di foglie secche; raccoglile in estate perché è proprio durante la fioritura che la pianta accumula maggiori quantità di sostanze utili.

Versa in un contenitore 1 lt d’acqua e aggiungi le foglie, quindi copri, ma non in modo ermetico, utilizza un semplice coperchio che permetta il passaggio dell’aria. Sistema il recipiente alla luce del sole e di tanto in tantomescola e controlla il composto. Dopo circa due settimane, o quando smette di schiumare, il macerato è pronto.

Filtra il preparato per eliminare i residui solidi e diluiscilo in 9 lt d’acqua.

Distribuisci la soluzione così ottenuta direttamente sulle piante aiutandoti con un polverizzatore o un semplice spruzzino.

Per un’azione preventiva applica il macerato di achillea ogni 15 - 20 giorni. A scopo curativo, per contenute e giovani infestazioni, distribuisci per tre giorni consecutivi, ripeti questa operazione ogni 2 settimane per 3 cicli complessivi. Ricorda che in caso di piogge, sarà necessaria una nuova applicazione.


Rabarbaro (genere Rheum)


l rabarbaro appartiene alla famiglia delle Polygonaceae e al genere Rheum, che comprende una sessantina di specie. È una pianta originaria della Cina. 

 Usiamo il macerato di rabarbaro, per combattere l’afide nero e anche la tignola del porro (Acrolepia assectella).

Preparazione e utilizzo – Procuriamoci 1 chilo e mezzo di foglie fresche dirabarbaro (leggete il  link se volete sapere come coltivare il rabarbaro) e mettiamole a macerare in 10 litri di acqua. Trascorsi 8-10 giorni potremo filtrare il macerato e utilizzarlo per spruzzarlo, non diluito, direttamente sulle piante infestate o come repellente per prevenire eventuali attacchi futuri.

Raccogliamo le foglie più coriacee durante l’estate, ma se vogliamo applicare il preparato già in primavera, dovremo conservare qualche litro di questo prezioso liquido in un contenitore ben chiuso e in un luogo fresco per tutto l’inverno!


Sambuco  (Sambucus nigra L)


Contro la cavolaia si prepara un estratto acquoso impiegando 1 kg di foglie fresche o 150 gr di foglie essicate; l’estratto va diluito 5 volte e distribuito come repellente all’apparire delle prime cavolaie. Per allontanare le arvicole: all’aperto, in un contenitore non di metallo, far macerare in 20 lt di acqua 1 kg di foglie fresche di sambuco nero per 7-10 giorni; con un bastone mescolate energicamente il tutto una volta al giorno. Trascorso il tempo indicato eliminate le parti verdi in decomposizione (riciclatele nel composto) e diluite con altra acqua il macerato, nel rapporto 1:10 (1 litro di macerato in 10 litri di acqua). Per 2-3 giorni distribuite questo liquido nel terreno dell’orto laddove ritenete siano posizionate le gallerie delle arvicole. Cercate di non bagnare la vegetazione delle coltivazioni perché il macerato trasmette un sapore cattivo; se accade che i prodotti destinati al consumo ne entrino in contatto, lavateli molto bene dopo la raccolta. Il macerato di sambuco possiede anche un’azione collaterale positiva come concime liquido. 


Piretro della Dalmazia ( Chrysanthemum cinerariifolium)


I composti organici chiamati piretrine vengono estratti essenzialmente dai capolini essiccati e polverizzati del Piretro della Dalmazia, noto con il nome scientifico Chrysanthemum cinerariifolium (anche se alcuni botanici lo piazzano nel genere Tanacetum con il nome di T. cinerariifolium) e, in misura minore (perché produce minori quantità di sostanze antipararassitarie), del Crisantemo persiano ovvero C. coccineum. Il primo è un’erbacea cespugliosa perenne e pubescente originaria della regione dei Balcani e presenta foglie lobate e che sviluppa fiori bianchi con centro giallo, simili alla margherita; molto simile alla margherita anche il secondo, originario del Caucaso che produce fiori bianchi, rosa o rossi.

Il piretro è attivo contro molti tipi di parassiti: si va da diverse specie di afidi, psille, coleotteri, cimici delle piante, mosca bianca (adulti) ,lepidotteri (larve), cavolaia, dorifora (larve), moscerino del pomodoro e della frutta e altri insetti. Agisce per contatto e va dunque indirizzato con attenzione verso gli insetti da eliminare avendo quindi cura di scovarli anche nelle parti più nascoste delle piante; l’azione delle sostanze attive è di tipo neurotossico e per questo paralizza il corpo dell’insetto colpito. L’effetto del piretro dura più o meno 48 ore e si attenua in presenza di luce intensa e temperatura alta: per questa caratteristica è consigliato il suo utilizzo nelle ore serali. Oltre alla sua veloce degradazione un altro aspetto positivo del piretro è quello che non penetra nei tessuti delle piante e quindi non lascia residui che potrebbero sconsigliare il suo utilizzo.

Utilizzo che va effettuato comunque con una certa prudenza perché il piretro è nocivo anche per alcuni insetti utili come le api e soprattutto lo è per i pesci, fate quindi attenzione se le applicazioni avvengono vicino ai corsi d’acqua o ai laghi, anche se non ospitano direttamente specie ittiche.

È importante, al momento dell’acquisto dei molti prodotti a base di piretro presenti sul mercato, controllare che le sostanze utilizzate siano naturali e non sintetiche, definite tra i componenti come piretroidi: quest’ultimi sono di origine sintetica, sono molto più tossici e soprattutto persistono nell’ambiente per molto tempo, tutti motivi che devono vivamente sconsigliarne l’utilizzo.

Per ultimo il piretro non trova impiego solo per difendere molte piante presenti nell’orto, nel frutteto e nel giardino ma si rivela efficace anche all’interno delle abitazioni contro le mosche e soprattutto contro quel piccolo flagello della natura che chiamiamo comunemente zanzara: la sua bassa tossicità, unita alla velocità di degradazione, lo rendono l’unico insetticida utilizzabile in ambiente domestico con (relativa) tranquillità.


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